Montréal attraverso i suoi dépanneur

Un giro curioso della città.

Dépanneur s.m. établissement où l’on vend des aliments et une gamme restreinte d’articles de consommation courante et dont les heures et jours d’ouverture s’étendent au delà des heures et jours d’ouvertures habituelles des établissements commerciaux.

Depanneur viene dal verbo  Dépanner, aiutare ad uscire da una difficoltà o a risolvere un problema.

Dépanneur, nasce come negozio di prossimità in Quebec.

I Dépanneur sono un’istituzione di Quebec da più di 50 anni. Aperti con la pioggia, con il sole, giorno e notte. Molti si sono modernizzati, altri non hanno cambiato aspetto dagli anni ’70.

Ce ne sono 5897 in Quebec, dalle catene come Couche tard, ai tanti indipendenti che sono l’anima dei diversi quartieri. Anima e memoria storica. Se di colpo sparissero sarebbe tutta un anima québécoise ad andarsene con loro!

Nati un po’ per caso in seguito da una modifica della legge sugli orari di apertura dei negozi. La “Legge 24” del 1970, voleva  armonizzare gli orari consentendo eccezionalmente ai piccoli artigiani (con tre o meno dipendenti) di aprire la sera e nei fine settimana. Paul-Émile Maheu, proprietario di un negozio di alimentari all’angolo tra Avenue Saint-Zotique e 1re, è stato uno dei primi a fare il grande passo. Per compensare la mancanza di dipendenti (come previsto dalla normativa l), riduce l’altezza degli scaffali, per tenere d’occhio il suo negozio. È così che è apparso questo design molto tipico, successivamente adottato da tutti i dépanneur. Come nome optò per Dépanneur Saint-Zotique,e Dépanneur venne poi  adottato da tutti i commerci simili e, addirittura, riconosciuto ufficialmente dall’Office québécois de la langue française nel 1983.

l 19 marzo 1983 il nome Dépanneur venne iscritto ufficialmente sulla Gazzetta Ufficiale. 

Il concetto del depanneur ha però radici ben più profonde. I general store ne sono gli antenati. Anche qui si vendeva un po’ di tutto e soprattutto si andava al di là del semplice luogo di vendita, era punto di incontro e di riferimento del villaggio e del quartiere

Ma vediamo un po’ come si presentano in questo piccolo tour.

Il nostro punto di partenza è il Parco di Little Italy all’angolo con Sainte Zotique. Qui inzia la Petite Italie e si vede! Un susseguirsi di bar e un paio di supermercati italianissimi, lungo Saint Laurent.

Prendiamo Saint Zotique direzione il primo Dépanneur di Montréal, il St Zotique, che oggi si chiama Christine, all’angolo con rue Drolet.

Da qui direzione il Dépanneur F&L, su Beaubien E, poi sulla stessa via proseguendo il Dépanneur Pif

Torneremo poi sui nostri passi verso Saint Laurent incrociando sul nostro cammino il Dépanneur Chea ENR.

Ma prima potremo fermarci per un lunch simpatico da Mamie https://www.mamiemamiemamie.com/, o per un bicchiere a la Cave (sempre di Mamie).

Arrivando su Saint Laurent ci troveremo praticamente di fronte al Marché G LALIME, una piccola istituzione A GESTIONE famigliare da oltre 60 anni. Il negozio vende,ed è rinomato per questo, un’ampia selezione di prodotti fatti in casa e piatti pronti che i membri della famiglia Lalime preparano freschi quasi quotidianamente.

Da qui ritorniamo verso il Parco della Petite Italie, non senza uno stop nel bel negozietto EX VOTO https://exvoto.ca/, un piccolo scrigno con mille tesori.

Attraversiamo il parco in diagonale fino al Dépaneur Lecrerc de Lune. 

A questo punto riprendiamo Baubien all’altezza di Rue Clark verso Avenue du Parc. Non siamo in una zona particolarmente bella, ma anche questa è Montreal. Avenue du Parc non ha nulla di interessante fino a Rue Bernard, quando poi incomincia ad essere un po’ più di animazione. Dépaneur Karim, riconoscibile da un certo caos nella parte antistante l’ingresso, si trova nel tratto che da Van Horne va verso Bernard. 

Passiamo davanti allo storico Teatro Rialto, che fu cinema fino agli anni 90. Costruito nel 1923-1924 sul progetto dell’architetto Joseph-Raoul Gariépy, specializzato in progetti teatrali e ospedalieri. il Rialto si ispira al Teatro dell’Opera di Parigi in stile Napoleone III. L’interno venne invece progettato in stile Luigi XVI, da Emmanuel Briffa, progettista di oltre sessantina di cinematografi in Canada. in stile Luigi XVI. Un’istituzione nel Mile End ancora oggi.

Ci fermiamo a bere un caffè Da Felice, subito dopo il supermercato kosher prima di arrivare a ST Viateur. Solo cash, ma caffè non male. 

Il nostro prossimo Dépanneur di trova su du Parc appena dopo il Supermercato PA,  Dépanneur Marché du Parc.

Da qui prendiamo Farmount verso Boulevard Saint Laurent e passiamo davanti al Dépanneur Delphi Variety. Al suo interno l’ufficio postale di zona. Fairmount è un pullulare di posticini in cui fermarsi. Siamo nel cuore gourmand del Mile end.

Perogi Lili https://perogielili.com/, ristorante Ukraino (pochissimi posti a sedere e take away). Il ristorante si concentra sui tradizionali sapori salati del perogie di patate con panna acida e cipolle e formaggio dolce con miele, oltre ad alcuni piatti di perogie dessert chiamati le Cheesecake – con una glassa di riduzione di amarene, guarnita con cracker Graham e crème fraiche e le Coureur des Bois conlo sciroppo d’acero come protagonista.

Ia Drogheria fine con i sui gnocchi da passeggio poco più in là, Wilensky un’altra istituzione con i suoi panini, la boutique Brebis, delizioso negozietto di formaggi di capra locali e altre prelibatezze.

E proprio di fronte a noi, arrivando su St Laurent il Dépanneur AS con una sorprendente varietà di vini e birre del Quebec!

Ma il concetto di Dépanneur esiste anche altrove nel mondo?

Certo il Canada non ne detiene il primato, commerci simili esistono in diversi paesi. Negli Stati Uniti il primo commercio analogo aperto 24 ore su 24, venne aperto a Las Vegas nel 1963.

In Giappone i コンビニエンスストア, konbiniensu sutoa abbreviato, konbini, sono un’istituzione e salva vita per tanti lavoratori che rientrano a casa a notte fonda.

In Messico con lo stesso spirito dei dépanneur, ci sono i misceláneas o tiendas de abarrotes, csopratutto nl messico centro meridionale e  in zone rurali o perifriche. Vero punto di ritrovo per il vicinato.

Nelle Filippine ci sono i Sari-sari, letteralmente varietà, con funzioni analoghe. Nella maggior parte dei casi, il locale non è aperto al pubblico e si possono acquistarne i prodotti solo da una finestra protetta da sbarre posta all’esterno del fabbricato. Si possono trovare ovunque nel paese, anche nelle aree più remote. All’esterno vi sono spesso panchine dove gli avventori possono sedersi per consumare la merce acquistata.

Per l’Europa in Francia ad esempio ci sono le Superette, che vendono un po’ di tutto per quanto riguarda i prodotti di prima necessità. 

Un nome una garanzia, chissà quanto è figo il proprietario (credit @margherita)

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