Ed eccomi qui, un altro taxi, un altro aereo, torno a casa.

e lei mi aspettava!
Dopo due mesi in Europa volo nuovamente dall’altra parte dell’oceano rimettendo quel pezzo di mare tra me e loro.
Torno a casa e sono contenta di ritrovare le mie cose, la mia routine, i miei progetti, i contorni della mia vita canadese ancora tutta in costruzione.
Quanti taxi, aerei, corse verso aeroporti, soliti gesti quasi automatici, partenze da casa, partenze per tornare a casa. Case sparse un po’ ovunque. Saluti, abbracci, arrivederci, felici e tristi, un equilibrato scontrarsi di emozioni. È sempre strano partire. Da un lato gioia, eccitazione, l’idea di ritrovare il proprio mondo, dall’altro un fondo di tristezza, il peso di lasciare indietro qualcosa, il separarsi mai semplice da assorbire.
27 e più anni di questo complicato esercizio.
Sono stati giorni belli questi londinesi. Ho approfittato un po’ di Camilla, ormai in dirittura finale e pronta a lanciarsi nella sua vita da adulta. Ho passato ancora del tempo con Federica tra una chiacchiera e l’altra, respirando la città nonostante il caldo eccessivo per Londra.
Le vedo crescere, le vedo evolvere nelle loro vite, soprattutto le vedo grandi e mi entusiasma e spaventa alla stesso tempo.
Ho adorato ogni passaggio della vita delle mie ragazze, gustandomi ogni dettaglio del loro diventare indipendenti. Contemporaneamente però mi sono resa conto della velocità della loro crescita, di come ieri fossero bambine con le manine intrecciate alle mie, e di come oggi avanzino sicure costruendo quell’indipendenza verso la quale le abbiamo proiettate.
Ormai siamo diventati osservatori dei loro passi, cerchiamo di rispettare la distanza necessaria per lasciarle avanzare da sole, ma i nostri occhi seguono protettivi e siamo e saremo sempre pronti ad intervenire. Rete di sicurezza, braccia forti per stringerle, affetto e protezione. Ma vederle indipendenti ha un prezzo: il doverle salutare e tornare con un piccolo senso di vuoto dove noi dobbiamo essere.
Volo a casa e sono felice, domani ripercorrerò le mie strade, respirerò un’aria che non è la loro, rimetterò insieme le fila di tutto quello che due mesi fa ho lasciato in sospeso. È bello così.
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