La scelta di espatriare

In realtà il post che avevo previsto di scrivere era un altro. Parlavo di installarsi nel posto nuovo, di partenze che mettono in stand by questo installarsi, di eccitazione da primi passi, ecc.

clouds and blue sky from aircraft illuminator

Poi riflettendo una serie di pensieri, come spesso succede, sono venuti fuori, ed eccomi a parlare di espatrio e di come l’espatrio non sia percepito da tutti nello stesso modo, e non sia per tutti.

Ma proseguiamo per gradi. Nel momento in cui si decide di espatriare alla base ci deve essere la convinzione al 100% che questa sia la scelta giusta. Se si espatria da soli ovviamente e la scelta di uno, molto più semplice. Se si espatria in coppia o in famiglia, la scelta è degli adulti e senza sbilanciamenti. Nessuno deve essere più o meno convinto, tutti devono far parte del progetto. L’espatrio va costruito all’unisono. Questa è la base.

Sono sempre abbastanza perplessa, quando sento persone che nell’espatrio sono state trascinate a loro malincuore e nell’espatrio si sentono ingabbiate e senza via di fuga. Spessissimo ho visto partner trascinati in un’avventura controvoglia. Di conseguenza bambini e ragazzi non sono felici perché in famiglia se uno dei genitori, spesso la madre, espatria controvoglia tutti ne sentono il peso.

Ma vale veramente la pena accettare un’avventura all’estero per poi non essere felici?

Cosa è più importante dell’equilibrio personale e famigliare e della propria serenità? Sicuramente non un’esperienza vissuta come un sacrificio.

Non ci sono compensi economici che possano bilanciare un periodo di vita che viviamo in sospeso, cosi come nessuna esperienza di vita può veramente essere riuscita se la si vive di controvoglia o comunque non con l’entusiasmo necessario.

Non tutti sono fatti per vivere esperienze fuori dalla propria zona di confort e l’espatrio, può sembrare arrogante da dire, non è per tutti.

Partire, allontanarsi dalle proprie sicurezze mette a nudo.

Si deve essere sufficientemente solidi come individui e come coppia per poter attraversare le entusiasmanti tempeste legate all’espatrio, ma si deve anche essere capaci di vedere i propri limiti.

Tornare indietro, come non partire, non è una sconfitta, può essere anzi una vittoria, può regalarci la serenità che è fondamentale per affrontare il quotidiano.

Vivere all’estero è un’esperienza straordinaria che da molto, toglie certo piccoli momenti di quotidianità con gli affetti, ma regala indelebili memorie, si può però benissimo avere tutto questo senza partire all’altro capo del mondo.

Scegliere di espatriare deve rimanere una scelta. Se diventa un obbligo allora l’insuccesso è dietro l’angolo.

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