E se il fatto di essere squadra cambiasse tutto, sia la nostra percezione che quella del mondo esterno?
Ecco un buon punto di riflessione per noi espatriati.
Ho sempre ragionato pensando a noi come coppia e alla nostra famiglia, come ad un team, in cui ogni componente gioca un ruolo chiave e in cui tutti fanno gioco di squadra per arrivare ad un comune risultato.
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| abbiamo sempre saltato insieme nel vuoto! |
A casa nostra non esiste il mio e il tuo, esiste il nostro (diciamo che eviterei di applicare questa regola anche alle cose basic, tipo giacche e scarpe, ma con tre figlie femmine il motto di dressing comune va per la maggiore).
Da noi non c’è il tuo successo e il mio successo, il successo è uno solo ed è quello raggiunto insieme, mano nella mano, con fatica comune ed energie comuni. Lo stesso vale per le cadute, gli sbagli, le decisioni sono comuni e mirate a camminare tutti nella stessa direzione.
Può sembrare una visione strana, ma così è per noi e per tanti che come noi decidono di girare il mondo, installandosi lontano, accettando sfide professionali, superando i propri limiti e sgretolando in modo evidente ogni certezza. Vedersi come una squadra i cui successi e insuccessi sono frutto di un’azione comune, è l’unico modo possibile per affrontare l’espatrio con la serenità necessaria e senza squilibri.
Per forza di cose è molto, ma molto raro, che in una coppia in espatrio i due componenti riescano a portare avanti carriere simili, uno dei due deve cedere il passo all’altro per garantire alla famiglia l’equilibrio necessario per ricostruire il proprio mondo lontano da casa. La situazione certo può cambiare, ci si può alternare nella crescita professionale, ci si può reinventare ed essere ancora più soddisfatti di prima dal punto di vista professionale, ma inizialmente, è un dato di fatto, pochissimi sono gli expat che portano avanti brillanti carriere all’estero muovendosi all’unisono da un paese all’altro. Uno dei due farà un passo indietro, o in avanti, perché no, garantendo altro alla famiglia e a se stesso e questo con la piena consapevolezza che il gioco è gioco di squadra e che se tu prosegui nella tua folgorante carriera, questo è grazie a me che da dietro muovo le fila di tutto il resto, lasciandoti lo spazio necessario per essere sereno.
Ovviamente ci deve essere da parte di entrambi la consapevolezza di essere necessari al buon progredire della famiglia e alla sua serenità.
Spesso ho sentito il partner con carriera tra parentesi, che nell’ottanta pre cento dei casi è la donna, la mamma, la moglie, sentirsi sminuita in questo ruolo, in primis dallo sguardo che porta su se stessa, una forma di non mi apprezzo più come prima, poi dallo stesso compagno incapace di riconoscerne il ruolo chiave, e non ultimo dalla società stessa che spesso sminuisce questo ruolo fondamentale di supporto.
Ecco questo è assolutamente negativo con effetto bomba sul morale di tutta la truppa.
Una squadra è una squadra, ognuno ha il proprio ruolo ed ognuno è fondamentale al raggiungimento del risultato finale. Tutti devono esserene consci e il pubblico apprezzare gli sforzi del difensore, dell’attaccante e anche del panchinaro!
Con la maturità degli anni, con le mille esperienze fatte, ho imparato a fregarmene altamente del pensiero di chi può vedere nelle nostre scelte sacrifici di uno per i successi dell’altro, noi sappiamo come funziona e soprattutto sappiamo che non ci sarebbe stato niente di questi 23 anni se passo dopo passo non avessimo guardato avanti nella stessa direzione, posando mattoncini di futuro mano nella mano e dicendoci costantemente quanto il lavoro dell’altro fosse e sia fondamentale per essere arrivati dove siamo.
Non smetterò mai di dirlo alle giovani expat, la cosa fondamentale è che il vostro compagno riconosca il valore del vostro ruolo e riconosca il fatto che senza di voi non arriverà mai dove vuole arrivare.
Alla fin fine vale per gli expat ma non solo, e troppo spesso mi stupisco ancora a sentir frasi del tipo: sono i soldi di mio marito, è lui che lavora, o ancor peggio le voci fuori campo che dicono: poveretta certo che non fa nulla…
Una squadra in cui tutti sono felici di farne parte?

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