Ho sempre adorato il Natale. Mi piace l’attesa, l’atmosfera dentro e fuori casa, decorare, impacchettare, il profumo di pino nell’aria, il salone invaso dalle luci dell’albero. Ho vissuto Natali diversi, in parti diverse del mondo, sempre mantenendo le nostre tradizioni, sia nei riti pre natalizi che nelle leccornie che portiamo in tavola. Non è stato sempre semplice, ma anche nella calda India ho cercato di creare quell’atmosfera speciale, che, onestamente, strideva un po’ con la nostra idea di dicembre freddo e innevato.
Da quando siamo una famiglia sparpagliata tutta l’attesa, tutta la gioia, tutti i preparativi che pian piano ci avvicinano al Natale, diventano una sorta di calendario dell’avvento alla potenza, alla fine non ci saranno solo i regali sotto l’albero e la tavola imbandita a premiarci per l’attesa, ma ci saremo soprattutto noi, noi cinque insieme, cosa preziosa e ormai rara.
L’emozione e l’attesa crescono giorno dopo giorno. Oltre alla voglia di stringere tra le braccia le mie ragazze, c’è la voglia di condividere un po’ la nostra città con loro. Se l’anno scorso muovevo i primi passi e, quando sono arrivate, ero io stessa ancora alla ricerca dei punti di riferimento. Quest’anno mi sono appropriata di Montreal, e ho ancora più voglia di condividere le mie scoperte. Succede sempre così, la voglia di “dare” alle persone che amo la mia versione della città. Faccio lo stesso con gli amici che vengono a trovarci.
Nella mia testa ho idee, itinerari, attività, ristorantini. Poi come sempre il tempo sarà troppo poco, non si riuscirà mai a fare tutto, ma non è grave. Saremo insieme, tutti insieme. La casa sarà di nuovo caotica, disordinata, animata. Le luci saranno accese in ogni stanza. Si sentiranno risate moltiplicate per 5 (poi sei e sette, perché la famiglia si dilata). Ci saranno discussioni animate, bilanci da fare, decisioni da condividere, insieme a progetti e sogni.

Fa bene essere coppia, ma a Natale, essere famiglia riempie il cuore.
E io conto i giorni!
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