Escapade a Montreal

Seconda volta in Canada per me, prima in Quebec.

Splendida Montreal che mi ha accolta con temperature incredibili in questo weekend di Pasqua. Un cielo blu terso, per terra poche tracce della neve che solo qualche settimana fa doveva ricoprirne le strade. L’atmosfera è piacevole, tranquilla. 5 giorni sono sempre troppo pochi per cogliere le sfumature di una città, ma sufficienti per provare ad interpretarne i contorni.

Giriamo come sempre senza l’ambizione di visitare tutto, ma con la voglia di vedere angoli diversi.

Mi fa strano essere in Nord America e sentire parlare francese ad ogni angolo di strada. L’accento canadese è forte, ma mi bastano pochi scambi di battuta per abituarmi alla sua differenza.

Su due piedi la città mi ricorda un mix di grandi città nord americane, un qualcosa di Chicago, un pizzico di New York, una spolverata di Boston.

Il giorno di Pasqua i nostri primi 16 chilometri per le strade della città, ci portano dalla zona di Milton Parc, dove alloggiamo, verso Ville Marie. Visitiamo la zona intorno a Mc Gill, poi giù verso il Saint Laurent, il vecchio porto, il quartiere degli spettacoli. Quasi tutto è chiuso ma per strada c’è gente che passeggia, che corre, che approfitta del sole caldo.

Saliamo al kondiaronk Belvedere, nel parco di Mont Royal, la vista sulla città è spettacolare. 

C’è una stupenda passeggiata da fare che dalle rive del Saint laurent porta fino quassù, la promenade Fleuve-montagne. Si parte dall’intersezione di la Comune St W con Rue Brenan e si percorrono una serie di strade risalendo verso il parco. Un bello spaccato della città, tra natura e edifici.

Dopo un primo assaggio nei giorni successivi proseguo con le scoperte.

Ogni quartiere ha un suo cachet, ci sono zone residenziali che ricordano i sobborghi californiani, con le case che si susseguono una dietro l’altra, e zone più cittadine con grattacieli che si alternano a case di fine ottocento, rinnovate, ben tenute.

Andiamo a Outremont, il quartiere più francese, e l’atmosfera ordinata fa molto Silicon Valley, mi ricorda la nostra Alvarado Av. Stesse sensazioni a Westmount, che invece è il quartiere più anglofono, ma qui le case sono nettamente più belle e grandiose, se lo paragono alla Silicon Valley direi che siamo ad Atherton. La differenza è che in entrambi i casi siamo in città, e il parco di Mont Royal fa da sfondo.   

Come sempre le aree intorno all’acqua mi affascinano, la zona del vecchio porto, le rive del Saint Laurent, quando c’è acqua trovo che subito l’atmosfera diventi pura magia.

Le Vieux Montreal ha un certo fascino, ma anche qui non ritrovo affatto la vecchia cara Europa, piuttosto nuovamente una parte vecchia più simile a quella delle città nord americane. Intorno alla piazza Jacques-Cartier si ritrovano le case più vecchie, molta animazione, caffè, ristoranti, turisti!

La basilica di Notre Dame è in stile neogotico. Dietro una facciata austera si cela una parte più ricca opera di Victor Bougeau, uno degli architetti del Quebec più prolifici in architettura religiosa.

Altra tappa il Marché Bonsecours, bell’edificio ma un po’ deludente per l’offerta all’interno

Come le vieux Montreal anche le vieux Port ha “subito” una totale riabilitazione, ed è un posto veramente piacevole, adorato dai locali soprattutto quando il sole incomincia a fare capolino, jogging, pic nic e chi più ne ha più ne metta. 

Sulla piazza principale di Vieux Montreal, le Jardins Nelson, bar ristorante con una terrazza interna e d’estate concerti Jazz.

La zona di Plateau Mont Royal, rientra tra quelle che definirei molto più sobborgo americano, belle casette, tanti piccoli commerci, caffè, ristorantini. Da qui lunga passeggiata fino allo splendido mercato Jean Talon, una piccola aria da porta palazzo, per chi è torinese come me, il riferimento del mercato all’aperto per eccellenza. Mi è piaciuto molto, compreso il caffè accompagnato da un cannelé molto conforme all’originale. Ho attraversato per arrivarci little Italy, mettendo il naso in qualche negozietto italiano, un bel tripudio di prodotti nostrani.

Altro mercato splendido dalla parte opposta della città il Marché Atwater, che oltre a offrire al suo interno una scelta eccezionale di prodotti, e un caffé anche qui buono, mi permette anche di scoprire un altro angolo della città attraversando il quartiere di Griffintown e camminando lungo il canal de  Lachine, passeggiata splendida.

Il tempo è tiranno. I chilometri macinati in pochi giorni veramente tanti. Molto ancora da vedere, in serbo per una prossima volta, un’idea però me la sono fatta: la città è sporchissima ma splendente… ma come mi hanno spiegato aspettano le pulizie di primavera che ridaranno alle strade un aspetto meno polveroso, il risveglio della natura farà il resto. Cielo blu e sole invece erano già presenti !

Non sono riuscita a farmi un idea inevece del panorama gastronomico locale, anche se la qualità dei caffè espresso mi ha piacevolmente colpita, che unita agli ottimi pain au chocolat, che qui chiamano chocolatine, è sempre un’ottima colazione.

Segnalo

Mandys per pranzo con ottime insalate

caffé Parvis in downtown

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