Lettere scritte a macchina.

Questa mattina ho finalmente finito di mettere a posto le lettere, le foto, biglietti vari che ho recuperato nella nostra vecchia cantina, un paio di settimane fa. Non l’ho fatto subito appena rientrata a casa da Londra. Non l’ho fatto subito un po’ perché avevo voglia di farlo con calma, un po’ perché temevo l’impatto psicologico del mettere mano ai ricordi.

L’ho fatto lentamente, regalandomi il tempo di leggere, osservare, ridere e sentire un pizzico di nostalgia. Mi sono fermata ad ammirare volti sorridenti dei ragazzi che eravamo e che oggi hanno tutti o quasi superato i 50. Ho letto righe piene di vita passata. Ho osservato con emozione la calligrafia di mio padre su un pugno di cartoline conservate con amore. Nel mucchio ho anche ritrovato delle vecchie lire chiuse in una busta con scritto “da non spendere mai”, l’ultimo regalo di mio nonno.

In questo mucchio ingiallito una lettera scritta a macchina mi ha particolarmente colpita. Una lettera di un nonno, non il mio ma un nonno di un amico che rivolgendosi a noi ragazzi, al nostro gruppo di amici, scrive qualcosa che sicuramente deve aver colpito la ventenne che ero. Non l’avrei conservata altrimenti per tutti questi anni. E oggi come oggi colpisce ancora l’adulta che sono diventata.

Ammirazione e compiacimento per essere cresciuti non solo sani, robusti e determinati, ma permeati di quei principi e valori eterni di vita e di convivenza che avete assorbito dai vostri premurosi e saggi genitori.

Vi auguro di conservare anche per il futuro, nei travagli e nelle lotte dell’esistenza, questi sentimenti e valori, oggi rari, contribuendo a raddrizzare questo Stivale sbilenco e proponendovi come riferimento ad una generazione sbandata.

Un nonno qualunque ( si firma così), un nonno che di nome faceva Carlo. Oggi sarebbe fiero di vederci cresciuti e con sempre, a guidarci, gli stessi valori e principi.

Valori di convivenza e di vita.

Valori semplici ma mai scontati. Dei valori che non dovrebbero essere rari ma comuni a tutti.

Quelli stessi che ci hanno trasmesso i nostri genitori e noi stiamo trasmettendo ai nostri figli, e in un mondo confuso come quello in cui viviamo non è scontato, ma è importante. Troppo spesso ci si dimentica quanto sia complesso convivere con gli altri, quanto sia importante l’adattarsi e il mantenere gli equilibri. Così come con troppa facilità ci si dimentica delle cose semplici, delle piccole gioie quotidiane, dei gesti che fanno stare bene.

La saggezza dei nonni non ha tempo. 31 anni dopo queste parole fanno ancora breccia nel mio cuore e mi spingono ancora di più a soffermarmi sull’essenziale, e a goderne in pieno.

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