Difficile certo generalizzare, anche perché ci sono grandi differenze tra chi espatria in famiglia, chi in coppia o addirittura da solo.

Il numero di componenti della famiglia porta a possibili challenge supplementari, come anche a problematiche che sicuramente sfuggono a chi non ha compagni e figli al seguito.
In generale però ci sono alcune cose alle quali nessuno scampa. Passaggi obbligati quando si ricrea il proprio mondo lontano dal precedente.
Lo shock culturale
Ovunque si vada prima o poi arriva. Sulle piccole o grandi cose ci sarà sempre il momento in cui ci sentiamo stupiti, storditi e quasi abbiamo voglia di gettare la spugna. Ogni paese, anche il più culturalmente vicino al nostro, ci colpirà con dei dettagli che nostri non sono, ci farà strabuzzare gli occhi e drizzare le orecchie. Quasi quasi questa scossa forte è necessaria per poi andare avanti con una buona andatura di crociera. Se la prima fase infatti dell’espatrio, è la luna di miele, solo con il confronto violento e la realizzazione di cose non va, possiamo passare ad un rapporto meno idilliaco ma più sano con il nostro paese d’adozione. A me poi, in realtà, piace questo grande scossone, mi fa sentire viva il poter dire WOW questo non lo capisco.
Come superarlo? Cercando di togliere i filtri del nostro paese di provenienza o dell’ultimo paese in data. Concentrandoci su quello che ci piace e rigirando lo shock in un qualcosa di benefico, eccitante e istruttivo!
L’equilibrio fisico e la salute mentale. Difficile quando ci si muove in un nuovo paese mantenere tutti gli equilibri. Il nostro corpo e la nostra mente subiscono, oltre al trasloco vero e proprio (che non è la parte più piacevole del nostro girovagare), una sorta di grosso terremoto.
Si devono entrambi adattare. Il corpo può darci segnali di sbandamento e la psiche può tirare un campanello d’allarme. Niente paura, succede. Ci si deve abituare ad esempio semplicemente al cibo nuovo, al clima nuovo, all’aria nuova. Non si deve avere fretta, tutto rientra sempre nell’ordine. I punti di riferimento intorno a noi devono essere nuovamente recuperati e rimessi nella giusta prospettiva. L’equilibrio sociale va ricostruito e questo è un elemento chiave per ritrovare una mente e un corpo solidi e pronti per le nuove sfide.
La salute d’altronde è uno dei punti più complessi in espatrio. Il mio motto è sempre “ridatemi un dottore nel quale posso avere fiducia e tutto andrà bene!“
Come ritrovare mens sana in corpore sano? soffiando, rimanendo zen, coccolandoci e soprattutto relativizzando, tutto andrà bene da ripetere senza moderazione. In ogni paese la gente si ammala, guarisce, ci sono i medici e le strutture giuste.
Lo stress sicuramente è uno dei compagni di viaggio più determinati ad accompagnarci ovunque ci spostiamo. Non esiste un cambiamento senza lo stress che lo precede e lo segue. Anche se l’espatrio è fortemente voluto questo non vuol dire che non sia un motivo di stress. Si può essere felicissimi di andare e cambiare, anzi direi che l’esserlo sia la base giusta, ma non per questo si è liberi da ogni preoccupazione.
Per me l’eccitazione e l’entusiasmo sono sempre accompagnati da una buona dose di leciti punti interrogativi. Sono proprio i punti interrogativi a stressarci. Sarebbe bello avere sempre tutte le risposte, ma quando si gira il mondo non è così semplice. Si procede un po’ a braccio.
Come si supera? Mettendo come priorità l’importanza di occuparci di noi stessi, di prenderci dei momenti per soffiare, di trovare delle parentesi di relax. Per me lo sport, la lettura e la scrittura, sono due armi vincenti per combattere i momenti in cui lo stress e alle stelle e ceco di mettere tutto sotto una migliore prospettiva.
Comunque devo dire che, Paese dopo Paese e anno dopo anno, tutto diventa non dico più semplice da gestire, ma più consapevole. Sappiamo già di base che ci saranno questo elementi destabilizzanti, che i challenge fanno parte del gioco e che forse non ci fossero, girare il mondo avrebbe un qualcosa di meno entusiasmante!!
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