Anniversari

Un anno fa ai primi di novembre lasciavo Stoccolma. Chiudevo per sempre la porta di una casa che era stata casa per cinque anni e volavo in Canada. Con quella porta chiudevo tante certezze costruite nel tempo, con tenacia. Un mondo che ormai conoscevo a memoria, fatto di routine e amicizie, in una città che ho amato dal primo momento, dal primo sguardo, dalla prima passeggiata.

L’ultimo giorno prima di chiudere la,porta di casa per sempre, ho camminato stanza dopo stanza. Ho respirato ogni metro, poi mi sono seduta per terra e ho pianto. Piango sempre quando trasloco, quando chiudo una porta, è un rito di passaggio dal vecchio al nuovo. Ho pianto, mi sono asciugata gli occhi, poi ho preso la giacca, le chiavi, ho chiuso la porta. Gradino dopo gradino sono scesa, e mi sono lasciata tutto alle spalle camminando verso le incertezze che mi si paravano davanti. 

Sono state settimane incerte le prime, non installata completamente, con un container che navigava verso di noi, con la voglia di ricostruire tutto in fretta, tenere il respiro, fare, e fare ancora.

Partendo da Stoccolma l’11 novembre un fondo di paura ad accompagnarmi, come tutte le volte. Fa paura rituffarsi nel vuoto ogni volta, anche se ormai si conosce a memoria la folle scarica di adrenalina che solo ciò che non conosciamo ci regala.

Pian piano ho ricostruito forse non tutto, ma tanto.

Passo dopo passo mi sono impossessata di questa città come di tutte le altre, imparando ad amarla con le sue mille sfumature.

Trovo sempre di più che ci corrisponda, che corrisponda alla fase della nostra vita in cui ci troviamo, che rinchiuda molte dei piccoli dettagli che amiamo in una città. 

E ogni volta che rientro da un viaggio ho la sensazione di rientrare a casa, e questo lo trovo fantastico. Nonostante i timori che mi assalgono, ogni volta devo ricredermi e lodare questa nostra capacità di sentirci a casa un po’ ovunque dove posiamo le valigie. Non fosse così non avremmo potuto continuare ad andare e ad apprezzarne le sfide. Se non avessimo questa preziosa capacità di ricostruzione mescolata ad una certa indole vagabonda, avremmo sempre il sentimento di non essere nel,posto giusto. Invece lo siamo e lo siamo ogni volta.

Dire che dal novembre di una anno fa ad oggi, il tempo sia volato, pare scontato. È stato però un tempo riempito di incontri, di scoperte, di tante nuove amicizie, di nuove piccole sfide.

Quando dalla California ci siamo trasferiti in Svezia mi chiesi se avrei ancora vuoto la forza e le energie per ripiantare radici e approfittare di ogni nuova scoperta. Oggi non me lo chiedo più. So che è un qualcosa di innato, che le energie ci sono quando lo si fa con entusiasmo, e che il cambiamento è puro ossigeno!

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