L’impatto delle prime immagini da un nuovo paese.

Se c’è una cosa che ricordo sempre in modo nitido sono i primi passi, i primi pranzi, le prime cene nel nostro nuovo paese d’accoglienza. Quelle prime immagini forti che di colpo ci hanno proiettati nella nostra nuova realtà. Quei primissimi indelebili ricordi legati a sensazioni tangibili. Odori, sapori, profumi. Quegli attimi che ci porteremo dietro impressi per sempre. Quelle 24, 48 ore che ci catapultano in un mondo che sarà casa ma non lo è ancora.

Quando all’atterraggio ci si nutre di ogni novità con i sensi all’erta e quella voglia pazzesca di scoprire, di essere scombussolati ma anche di ritrovare qualche appiglio alle realtà precedenti. Stiracchiati tra l’inesauribile voglia di mettersi in gioco e quella altrettanto forte di sopravvivere attaccandoci a sensazioni conosciute. Cercando nel nuovo un richiamo al vecchio, consci che non esista.

Le prime sensazioni sono quelle che restano chiare e nitide nella memoria. I primi sapori anche come le prime immagini. Le prime strade percorse, i primi gesti. Ricordo praticamente nel dettaglio il mio primo giorno in ogni posto. So esattamente cosa abbiamo fatto, cosa abbiamo scoperto, mangiato, annusato.

Questa memoria indelebile, credo mi accompagnerà per sempre, nonostante l’accumularsi dei paesi. Del seguito poi posso confondere passaggi e rimescolare sensazioni, ma le primissime sono a sé stanti, non assomigliano alle successive.

Mi chiedo se sia a causa di quella fragilità che ci avvolge quando muoviamo i primi passi. O forse della forte scarica di adrenalina che accompagna il nuovo. O di un mescolarsi di fragilità e adrenalina condite con la voglia di capire, scoprire, impossessarsi di chiavi di lettura.

Ho sempre sentito una spinta di energie assurda ad ogni atterraggi, una voglia di ricreare tutto e farlo in fretta, mi sono sempre proiettata alla svelta nella nuova vita cercando di non perderne una virgola. In questo proiettarmi le prime sensazioni hanno dato il ritmo, me le sono portate dietro come un bagaglio prezioso, mi hanno aiutata a costruire guardando avanti. E il mio modo di costruire la mia nuova vita nel nuovo posto penso sia stato sempre, in un certo senso, “influenzato” dai primi momenti.

Sono capitata per caso sulla foto di questo articolo, ed è proprio questa foto che mi ha fatto riflettere. Eravamo atterrati in India da meno di 24 ore, era il nostro primo pranzo, so esattamente cosa abbiamo fatto, prima, dopo, durante. Mi ricordo quel giorno come se anziché agosto del 2008, fosse ieri. E così ogni volta, con lo stesso dettaglio, con la stessa meticolosa precisa memoria.

So che il tempo pian piano farà svanire i contorni di certi ricordi, ma mai dei primi. Quei primi non devo neanche metterli nero su bianco, sono indelebili, unici e preziosi.

E voi che ricordi avete dei primi passi in un paese nuovo? Hanno fatto a differenza? Hanno dato il ritmo? Pensate come me che il seguito della storia sia in un certo senso in parte condizionato da tutto quello che avviene nelle prime 24 48 ore?

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