Pensieri prima del decollo

Seduta in aeroporto, pronta per volare verso i miei pezzi di cuore. 

white and red plane beside clouds low angle photography

La fine di un mese di maggio che è volato, come sono volati i neanche tre mesi dall’ultimo viaggio in Europa. Parto con un sole caldo e un cielo terso, dovrebbe accogliermi uno stesso sole dall’altra parte del mare, all’atterraggio. 

Ho, come spesso succede, un miscuglio di sentimenti e tanta eccitazione. Questa volta starò in Europa a lungo per abbracciare quasi tutti. Potrò farlo con calma, non di corsa. So già però che quando arriverà il tempo di ripartire ci saranno abbracci non dati, momenti che avrei voluto diversi, il tempo, anche quando è tanto, è sempre troppo poco.

Parto con il sentimento di lasciare casa, è questo è un bene. Bevendo il mio ultimo caffè sulla mia terrazza ho respirato l’aria accogliente di Montreal per portarne un po’ con me in questo periodo di assenza. Ho goduto ancora un’attimo della vista meravigliosa della quale, credo, non mi stancherò mai. 

Le ultime settimane sono state un susseguirsi di cose, momenti condivisi, chiacchiere e allegria, anche questi me li porterò dietro per raccontarli all’atterraggio.

Ho una gran voglia di condividere con i miei affetti questo mio nuovo mondo e di farlo molto più a lungo di un semplice messaggio o di una telefonata che non è mai lunga abbastanza. È importante per me far entrare nel mio nuovo mondo chi fa parte di tutti gli altri che si sono susseguiti.

Per qualche giorno ci sarà Londra ad accogliermi e poi un ritorno a Stoccolma, emozionante. Poi ci sarà l’Italia, Torino, la Puglia. E ad ogni tappa emozioni e gioia.

Rientrare ha sempre un sapore speciale quando si vive lontano. Ho il privilegio poi di rientrare non in uno ma in tanti posti, perché la vita mi ha portata a dovermi felicemente dividere tra città e persone. Una cosa bellissima per me avere più mondi nei quali posare le valigie per una parentesi di tempo  e recuperarli come se non fossi, o quasi, mai partita.

In ogni aeroporto in cui atterrerò ho lasciato un po’ di me e torno a riprenderne i lineamenti,  la parentesi di queste vacanze estive. 

Mi sento estremamente fortunata non solo di poterlo fare ma anche di farlo con serenità, senza nostalgie. Ho imparato in 27 ani di vita all’estero a guardare sempre avanti, anche quando torno indietro per un attimo, per pochi giorni. Guardare avanti mi aiuta a andare, venire, salutare, lasciando la tristezza per un’altra volta, una volta che non dovrebbe mai arrivare. Nel momento in cui tornare e poi ripartire diventa doloroso, sarà arrivato il tempo di fermarsi. Non ora, non adesso.

Europa arrivo.

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