Expat adattabili tra giornate troppo corte e freddo polare

Ho vissuto sei anni in Svezia senza mai lamentarmi né dei lunghi inverni né delle giornate troppo corte nel periodo invernale. Sono facilmente adattabile e nel freddo e nel buio ho saputo cogliere i lati positivi.

four king penguins

Per il freddo basta coprirsi bene e alla fin fine si può fare tutto, per la luce ho sempre trovato delle giustificazioni: “ma si alla fine basta concentrarsi sulle cose da fare“, “le luci di natale aiutano“, e via dicendo.

Dall’inizio mi sono ripetuta tipo mantra quello che mi disse una delle mie nuove amiche appena atterrata a Stoccolma, “per sopravvivere alle giornate sempre più corte organizzati prima che arrivi il buio”, leggasi se hai una vita sociale tutto diventa più accettabile.

Così è stato per anni, ho sempre cercato di uscire, di fare cose, di non “larvare” sul divano e aggredire il frigorifero. Ho messo in pratica gli insegnamenti e atteso, come tutti, pazientemente che le giornate si allungassero.

Devo dire che la primavera e l’estate compensano il buio pesto dell’inverno, regalandoci una specie di rinascita. Da fine ottobre a febbraio però è dura, me ne rendo conto adesso che vivo in un posto dove le ore di luce sono nettamente superiori. In pieno inverno non accendiamo la luce in casa dall’ora di pranzo e non usciamo al mattino che sembra ancora notte. E sento che a livello energie la differenza si sente eccome.

Ci si adatta certo, e credo che i miei sei anni a Stoccolma con il sorriso e senza lamentele anche a fine novembre ne siano la dimostrazione. Ci si adatta perché bene o male si deve sopravvivere e essere positivi aiuta eccome.

Per il freddo invece devo dire che quetso inverno non abbiamo avuto il freddo polare di cui tanto si parla. Non mi illudo che questa sia la regola, perché so di cosa il Canada è capace, relegando Stoccolma al ruolo di dilettante. Comunque sei anni di vita scandinava mi hanno ben preparata, temprata, e “adattata” a puntino.

La capacità di adattarsi credo sia un elemento indispensabile per gli expat. Se non ci si adatta si vive male. Se si vive male e non in sintonia con il posto che ci ospita, l’espatrio è destinato a non essere un successo.

Si parla tanto di resilienza e credo che in questo gli espatriati siano dei veri campioni. Adattarsi e cogliere il bello in ogni situazione come modus vivendi. Non fosse cosį sarebbe impossibile trovare un equilibrio e riuscire a radicarsi un po’.

Comunque magari adesso in questi inizi di primavera, qualche grado in più e un po’ di neve in mano sarebbero accolti con grande gioia, anche da me!! Adattabili si ma con dei limiti!

E voi sapete adattarvi e cogliere il meglio in ogni situazione?

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