It is not the real life.

Quante volte ho sentito questa frase riferita al mondo expat.
Quante volte ho storto il naso nel sentirla, che sia pronunciata da chi espatria o da chi osserva chi lo fa.
Non esiste una vita non reale, esiste semplicemente un modo diverso di viverla. Espatriare e affrontare la vita che ne consegue è questione di intelligenza.
Ci sono indubbiamente espatri con più confort. Espatri in paesi in cui di colpo si ha un potere d’acquisto moltiplicato (ma a volte succede anche il contrario). Ci sono espatri in cui si ha l’impressione di passare ad un confort superiore. Ci si trova a volte ad evolvere in ambienti molto diversi, a fare di più di quello che forse si sarebbe fatto se non ci si fosse mossi. O forse solo a fare diversamente.
Ma come in tutto anche in espatrio si deve rimanere ben saldi con i piedi per terra. È fondamentale rimanere ancorati ad una vita reale. Ho incrociato sul mio cammino, e ne parlavo proprio l’altro giorno con un gruppo di conoscenti, tanti espatriati che, una volta finito l’espatrio, si sono sentiti di colpo riproiettati in un modo di vivere un po’ meno lustri e paillettes.. con tutto il contraccolpo annesso e connesso.
Ho visto con i miei occhi espatriati pretendere la luna, la casa sempre più grande, la maid sempre più tutto fare, come se dovessero assolutamente “approfittare” della situazione. Si ha a volte la sensazione che l’espatrio dia alla testa, ma onestamente dipende molto dal come lo si vive.
È importante essere coscienti del privilegi che spesso si hanno, ed è importante non abusarne. Non montarsi la testa e rimanere ben saldi con i piedi per terra dovrebbe essere il motto. Approfittare certo di ciò che si ha senza però l’arroganza del tutto dovuto.
L’espatrio può rendere capricciosi. Succede spesso purtroppo ed è un peccato perché trasmette un’immagine assolutamente sbagliata della categoria.
Gli espatriati in gran numero sono persone normali che conducono vite normali, semplicemente lo fanno lontano da casa e in paesi che scoprono pian piano, cercando di adattarsi e di ricreare equilibri. E tutto ciò indipendentemente dal pacchetto di benefici che ne consegue (o non ne consegue). Vivono vite normali, vite che avrebbero vissuto anche se non si fossero mai mossi, semplicemente lo fanno aggiungendo piccole sferzate di novità.
Poi ci si potrebbe dilungare e dibattere sul concetto di vita normale, che ovviamente varie da persona a persona, da prospettive a prospettive, e anche da aspettative ad aspettative. Quello però che sta alla base è il rendersi conto che la vita in espatrio nel suo modo di essere condotta, dovrebbe essere uguale a quella che avremmo a casa. Poi certo cambia il contesto, cambiano le sfide, aumentano forse le difficoltà, ma la base è la stessa.
Almeno noi abbiamo sempre pensato cosį. La nostra vita fossimo rimasti in Italia sarebbe stata la stessa alla base, l’avremmo costruita nello stesso modo, arrivando agli stessi risultati. Vita normale insomma!
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