Piccolo bilancio dopo la mia prima settimana canadese.

Una settimana, è già passata un’intera settimana da quando sono atterrata gatta munita a Montreal. Tutto è filato talmente liscio che non mi sembra neanche vero.

Partiamo dal volo. Sarà che temevo il peggio con la mia compagna di viaggio a quattro zampe, ed invece mai volo fu più semplice ed indolore. Lei definirla un angelo è dire poco. Mettiamoci anche la grossa fortuna di non avere vicini di sedile e degli assistenti di volo super tolleranti, e il gioco è stato semplicissimo. Macaron ha viaggiato nella sua sacca di fianco a me con la testolina che spuntava appoggiata alla mia gamba per otto ore filate. Non un lamento, non dico che facesse le fusa, ma insomma poco ci mancava.

Atterraggio morbido e super attivo dall’inizio, come è bello che sia. Non avere subito il trasloco da ricevere mi permette di ricaricare le batterie tra le fatiche dei giorni di trasloco a Stoccolma e i giorni intensi che seguiranno a dicembre l’arrivo del nostro container. Avere questo tempo a disposizione è un grande regalo per concentrarmi solo e unicamente sul mio installarmi. Conoscere gente, scoprire posti è il mio motto di questi giorni.

E il conoscere gente e scoprire posti è l’esercizio al quale, in questa prima settimana, mi sono dedicata con costanza e entusiasmo. Diciamo che per ora l’accoglienza è da 10 e lode. Sport, camminate, pranzi, caffè, cene e per finire lo splendido evento mondano che ha luogo ogni anno in questo periodo, il ballo del museo delle Belle Arti. Di che chiudere in bellezza i miei primi sette giorni in terra canadese.

Mi sono iscritta a mille cose da fare, diciamo anche uno’ random, perché come sempre consiglio, il ferro va battuto finché caldo. Alla fine se si vuole incontrare gente si deve uscire fuori dal guscio, nessuno verrà a cercarci. Non ci sono scuse, neanche il jet leg che i primi giorni può renderci più lenti.

Il bilancio è estremamente positivo. In generale la città è accogliente, il tempo non è stato malaccio e girare a piedi mi ha permesso di “impossessarmene” meglio. Mi sento a mio agio e le persone che ho incontrato mi hanno aiutata sicuramente a muovere questi primi passi con il sorriso.

Nelle mie perlustrazioni ho capito già due cose importanti, la prima che non moriremo di fame, si trova di tutto e di più e la qualità mi pare ottima. Certo i prezzi fanno rabbrividire anche chi, come me, è abituato alla carissima Svezia. La seconda è che lo shopping devo farlo altrove, ma era anche cosī in California. Non si può avere tutto e per fortuna i miei rientri in Europa saranno abbastanza frequenti!

Comunque non vedo l’ora di essere veramente installata a casa nostra con le nostre cose, perché nonostante tutto essere in un appartamento non nostro è un po’ come essere in hotel, alla fin fine si ha voglia di casa. Ma è questione di qualche settimana e poi sarà come un Natale in anticipo ritrovare tutto e veramente dare il via a quelle che si preannuncia come una splendida avventura!

Ne avrò di cose da raccontare!

2 risposte a “Piccolo bilancio dopo la mia prima settimana canadese.”

  1. Come, Montreal e’ piu’ cara anche di Stoccolma?

    1. direi di si….

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