Premessa: ho scritto questo post ai primi di giugno quando ancora pensavo di traslocare alla fine del mese. Stavo veramente chiudendo la mia vita qui e sapevo che non avrei rivisto nessuno prima del trasloco definitivo. Poi per una serie di motivi abbiamo spostato le date del trasloco. Le abbiamo spostate un certo numero di volte. Il privilegio di chi si sposta senza figli e non deve seguire calendari scolastici.
Certo adesso quelle che allora erano delle ultime volte hanno avuto dei tempi supplementari. Li ho vissuti in modo molto diverso. Sono veramente pronta per voltare pagina (lo ero certo anche a giugno, ma insomma adesso ho avuto ancora più tempo). Oggi come oggi mi pesa un po’ essere ancora immersa in quello che vedo come un ieri, vivo nel limbo, e sogno il domani, sono curiosa, eccitata e proiettata verso il futuro. Comunque anche quello che segue esprime bene le tante volte che noi expat ci troviamo immersi nelle “ultime volte”
Ed arriva il momento delle ultime volte, come un precipitarsi incredibile di eventi, un’ultima volta dietro l’altra, e sarà così fino alla partenza.
Oggi è stato l’ultimo pilates, poi toccherà al bootcamp. Qualche settimana fa è arrivato il tempo dell’ultimo book club, poi il bunco nel parco a suggellare anni di partite a dadi e sonore risate. E così uno dopo l’altro chiudo nella scatola dei ricordi tutti gli eventi che hanno scandito i miei quasi sei anni di vita svedese.




Un pizzico di nostalgia, quelle lacrime che fanno capolino all’angolo degli occhi, perché anche se si è felici ed eccitati per la nuova destinazione, la tristezza c’è.
Ho sempre vissuto in modo metodico le ultime settimane prima di andare via da un paese, una sorta di rituale per partire veramente dopo aver rifatto un giro completo, a 360 gradi, di tutto ciò che ho amato. Anche per le partenze segue ormai quello che amo definire il mio libretto di istruzioni. Applico uno schema alla lettera perché so che solo cosi potrò separarmi da posti e persone nel modo giusto. Penso sempre che sia importante salutare nel modo appropriato ogni piccolo elemento del mondo che mi ha accudita e coccolata per anni.




Nello stesso tempo è un esercizio delicato e complesso. Delicato perché non vuoi dimenticarti di nulla e di nessuno, complesso perché ti metti a nudo, ti imponi abbracci, sguardi e mille ultime volte.
Arrivando nel pilates center ho pensato a come le mie settimane da settembre 2017 siano state scandite dalle lezioni di reformer e dai caffe che una volta su due nascono spontanei dopo ogni allenamento. Le classi di pilates, come i bootcamp nel parco e successivamente le partite di Padel, sono stati importantissimi momenti di socializzazione. Tante occasioni di incontro dalle quali sono scaturite belle amicizie che rimarranno per sempre.
È estremamente importante regalarmi questo graduale distacco da Stoccolma per partire veramente con la sensazione di non aver dimenticato l’ultimo saluto e l’ultimo sguardo a un angolo, uno scorcio, un luogo e una persona. Solo così mi porterò dietro ogni piccolo dettaglio, ogni centimetro di cose che mi sono entrate nel cuore.




Solo così ogni tassello sarà al suo posto e mi accompagnerà quando atterrerò a destinazione.
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