Festeggiare la partenza.

(Post scritto il 12 giugno, il giorno dopo la festa che chiude in bellezza i nostri quasi sei anni a Stoccolma)

Ne ho avute tante di feste di partenza, ogni volta che ho lasciato un paese per un altro ho festeggiato. Ho festeggiato con le lacrime agli occhi e il cuore pesante, ma ho festeggiato.

Fa parte del mio modo di chiudere una porta, di salutare il mio mondo e caricarmi delle energie necessarie per affrontare quello nuovo, che ancora mio non è.

Me le ricordo tutte le feste. Dalla bella tavolata nel nostro giardino in Normandia pronti a prendere il volo per il Giappone, all’ultima festa in California, con l’agnello intero che cuoceva sempre in giardino, ma un altro dall’altra parte del mondo. Ogni volta tantissimi amici ad augurarci buon viaggio.

La Svezia allora non era ancora casa. Degli amici ci regalarono una bandierina svedese, la conservo ancora, è sempre in cucina. Quella bandierina come il resto delle nostre cose viaggerà verso una nuova destinazione. La Svezia è casa ancora per poco, il tempo degli addii e degli ultimi abbracci si avvicina.

L’affetto delle mie amiche mi ha travolta, parole che sono arrivate dritte al cuore e che difficilmente dimenticherò. C’è sempre un sapore dolce amaro nel voltare pagina. C’è l’eccitazione del nuovo ad attenderti dall’altra parte, ma anche la profonda tristezza nel lasciare le persone con le quali hai costruito tanto.

So che mi mancheranno. Mi mancheranno le chiacchierate, i caffé del dopo pilates e anche quelli improvvisati qua e là, gli allenamenti al freddo, quei sorrisi stampati sui visi, le risate. Mi mancheranno le serate a rifare il mondo, quell’appoggio incondizionato che certe persone sanno darti, le camminate che da sei anni finiscono seduti ai tavolini di Flikorna, con la neve o il sole, non importa. Sicuramente mi mancheranno le serate di Bunco, gli aperitivi sparpagliati, le cene nel nostro appartamento, che è stato il centro di mille eventi.

Ogni singola persona che ho incrociato in questi quasi sei anni è stata importante. Se ho amato tanto Stoccolma e la Svezia è anche perché loro hanno fatto parte della mia vita, rendendola speciale.

Mi hanno detto che ho un dono, quello di creare comunità. Mi hanno detto che la mia positività nell’affrontare la vita all’estero è contagiosa e che il mio senso di accoglienza e inclusione scalda il cuore.

Non credo di avere un dono speciale, ma penso che i tantissimi anni di vita all’estero mi abbiano insegnato cosa fare e non fare per stare bene. L’essere positiva aiuta certo, lo sono di carattere, ma poi servono le energie e quelle vanno tirate fuori, senza moderazione.

È importante festeggiare in modo appropriato la propria partenza, fa parte di quei riti che mi regalo ogni volta che la vita in un nuovo paese arriva al capolinea. Non salutassi bene il passato non potrei proiettarmi nel futuro. Stoccolma sarà ancora il mio oggi per pochissimo. La saluto nel modo giusto e saluto nel modo migliore tutte le persone che hanno reso Stoccolma il posto speciale che è.

Penso che ogni paese, ogni città possa essere speciale quando ci si costruisce intorno la comunità giusta, e sono stata fortunata.

Grazie a tutte le persone speciali alle quali non dico addio, perché so che rimarranno per sempre parte della mia vita!!

2 risposte a “Festeggiare la partenza.”

  1. Che bello questo post! Trasuda felicità e riconoscenza, ed è proiettato al futuro. Cin ad un nuovo inizio!

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