Ricominciare da agosto.

Agosto è da sempre il mese degli atterraggi. Il mese in cui la nuova vita incomincia e si volta pagina. Ad agosto atterravo in Giappone. Ad agosto le bambine muovevano i primi passi nella scuola indiana. Sempre ad agosto ritornavamo in Francia e atterravamo in California. E sei anni fa, agosto 2017 era il momento di posare le valigie a Stoccolma 

silhouette of airplanes

Volo SAS da Milano direzione Arlanda . Qualche settimana dopo essermi lasciata alle spalle la California, il trasloco, cinque anni di vita chiusi dentro l’ennesimo container ormai in viaggio tra un’oceano e l’altro.

Sembra ieri sembra scontato da dire. Un po’ lo è. 

Sbarcavo a Stoccolma che era estate, io, Camilla e il gatto. Paolo da mesi faceva ormai avanti e indietro. Federica e Chiara erano con noi nella loro parentesi estiva prima di rientrare a New York. Prima di riprendere il filo della loro vita americana, quello stesso filo che noi avevamo appena reciso per rientrare in Europa.

Come sempre mille interrogativi. Funziona così quando si atterra in un posto nuovo lasciandosi alle spalle tutto ciò che è sicuro. Quel senso di insicurezza che si mescola con l’eccitazione, adrenalina a mille e la paura di non farcela.

Ogni volta che atterro in un posto che sta diventando casa, ho la stessa paura, questa volta non ce la faccio. Poi invece mi rendo conto che basta applicare alla lettera il solito schema, quel libretto d’istruzioni che mi porto dietro da anni e le cui pagine aumentano al ritmo dei miei anni d’esperienza.

Agosto 2017 pare così lontano, anche se i sei anni nel mezzo sono passati forse troppo in fretta. Sono arrivata qui con una figlia in piena adolescenza, e oggi siamo quasi pronti per festeggiarne la laurea. Sono atterrata in Europa lasciando in America  due ragazzine che nel frattempo sono diventate due giovani donne con delle vite in costruzione che sembrano ben proiettate verso il futuro. Siamo arrivati con un progetto piccolo piccolo, che è diventato nel frattempo grande grande, e i sogni di sei anni fa si sono trasformati in realtà.

Abbiamo allora seguito il nostro istinto. Agito con quel piccolo granello di follia unico compagno di viaggio possibile quando si salta nel vuoto, abbiamo preso grossi rischi. Lo rifarei sicuramente. Cosa sarebbe la vita se non ci si mettesse alla prova, se non ci si lanciasse senza paracadute, se si restasse sempre e solo su sentieri tracciati, muovendosi in sicurezza? Non sarebbe la vita che in quasi tre decenni all’estero abbiamo imparato ad apprezzare, quel miscuglio di sogni e progetti che ci spinge ad osare sempre di più. Non potremmo vivere diversamente. 

Sei anni fa cercavo di memorizzare i posti, le vie, gli angoli di città. Oggi quei posti, quelle vie, quegli angoli fanno parte della mia vita, del mio oggi, del mio ieri, mentre per il domani ci saranno tra un po’ nuovi orizzonti.…. Stay tuned .

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