Ho letto e riletto questa poesia e direi che la si può applicare benissimo a chi espatria. L’ho analizzata e fatta “mia” cercando di applicarne il senso alla nostra vita girovaga. Il viaggio come l’espatrio dovrebbe aprire la mente e eliminare i filtri con i quali si guarda il mondo che ci sta intorno. L’espatrio come il viaggio è un immenso regalo che facciamo a noi stessi, siamo sempre capaci di coglierne la portata? Si e no.
“Viaggiate
che sennò poi
diventate razzisti
e finite per credere
che la vostra pelle è l’unica
ad avere ragione,
che la vostra lingua
è la più romantica
e che siete stati i primi
ad essere i primi”
Ogni tanto penso che l’ espatrio dovrebbe essere un”esperienza di vita “obbligatoria”, andare a vedere cosa c’è fuori dalla propria zona di confort, uscire dal guscio, confrontarsi con il mondo.
Perché è vero che vivere altrove ci aiuta ad eliminare i filtri imposti dalla società in cui siamo nati e cresciuti. Vediamo altri modi di guardare, pensare, agire . Ci mettiamo alla prova.
Sempre? No. Non basta il viaggio, la vita lontano, per guardare al mondo senza superiorità. Quanti espatriati ho incontrato sul mio cammino che si muovevano tronfi e convinti di essere migliori.
“viaggiate
che se non viaggiate poi
non vi si fortificano i pensieri
non vi riempite di idee
vi nascono sogni con le gambe fragili”
E se il viaggio e soprattutto l’espatrio aiutano ad aprire gli orizzonti, a sognar in grande, a disegnare il mondo con colori vivaci e contrasti forti, non tutti sono capaci di cogliere questa opportunità. E di persone con i paraocchi, e le idee ristrette, ce ne sono tanti anche viaggianti. Basti pensare a tutti quelli che anche a 10000 chilometri da casa di lamentano se la pasta non è al dente e il sugo non è fatto secondo i nostri italianissimi canoni!
“viaggiate
che viaggiare insegna
a dare il buongiorno a tutti
a prescindere
da quale sole proveniamo,
viaggiate
che viaggiare insegna
a dare la buonanotte a tutti
a prescindere
dalle tenebre che ci portiamo dentro”
Sarebbe forse utopico crederci veramente. È vero che la vita all’estero insegna ad essere gentili, a sorridere agli altri, a tendere la mano. Se non lo si fa si rimane soli, ed essere soli non è bello. Purtroppo però c’è chi pensa di non doverlo fare quel primo passo, di non dover tendere quella mano. C’è chi aspetta che siano gli altra farlo i e si lamenta del “come sono diversi qui! Come sono freddi qui!”
“viaggiate
che viaggiare insegna a resistere
a non dipendere
ad accettare gli altri non solo per quello che sono
ma anche per quello che non potranno mai essere,
a conoscere di cosa siamo capaci
a sentirsi parte di una famiglia
oltre frontiere, oltre confini,
oltre tradizioni e cultura,
viaggiare insegna a essere oltre”
Essere parte di qualcosa di diverso, di più grande, di “senza confini”: il grosso regalo che la vita all’estero ci fa. Un mondo da scoprire nel quale costruire nuove certezze, dal quale attingere nuove conoscenze. Ci vuole la voglia però di lasciarsi guidare, impregnare, avvolgere. C’è spesso tanta resistenza, la paura che se ci si lascia avvolgere si perderanno le radici. La paura di tradire le nostre origini. Quando invece è solo un arricchimento. Un potenziamento. No si elimina, si somma. La somma del nostro mondo e del nuovo che diventa nostro, e non c’è supremazia, solo adorabile convivenza.
Noi siamo la somma dei diversi mondi nei quali viviamo, allegra babele culturale.
“viaggiate
che sennò poi finite per credere
che siete fatti solo per un panorama
e invece dentro voi
esistono paesaggi meravigliosi
ancora da visitare”.
Per me nomadi si nasce, la fiammella che ci fa impacchettare tutto ogni volta e atterrare nelle incognite, è alimentata proprio dalla voglia di nutrirci ancora e ancora di paesaggi meravigliosi, ma di farlo non da osservatori esterni ma da protagonisti. Il senso dell’espatrio. L’importante è non smettere mai di pensare che ci sono ancora cose da scoprire, terre da conquistare, paesaggi da ammirare. Gli occhi si nutrono di ogni cambiamento. Noi ad ogni cambiamento impariamo a nutrire i nostri occhi. E non ci si stanca mai.
E voi cosa ne pensate?
*Gio Evan, scrittore, poeta e cantautore italiano.
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