Perché anche se hai 50 anni, rimani figlio e sapere che la tua mamma è in viaggio per venire ad abbracciarti ti riempie di gioia.

Oggi va così, mia mamma sta decollando da Torino per atterrare a Stoccolma, per regalarci una settimana insieme in cui sarò di nuovo figlia, e anche sorella a tempo pieno, perché mia sorella viaggia con lei.
In questi 26 anni all’estero sono state tante le giornate come oggi, quelle dell’attesa Quelle con lei in volo da una parte all’altra del mondo per venirmi ad abbracciare e per scoprire un po’ del mio mondo. È importantissimo quando si vive all’estero avere la propria famiglia d’origine in visita, condividere con loro il nostro quotidiano, spesso molto diverso. Passeggiare nelle nostre strade, regalarsi assaggi di vita comune nel mondo che è diventato nostro e che è lontano dal loro.
Ogni volta tanta emozione. Ogni volta un’emozione nuova.
Ci sono stati anni in cui mia mamma, con due figlie e sei nipoti all’estero, era una vera nonna viaggiatrice. Poi tra il covid e l’età che avanza, ha messo un po’ il freno, ma non mi lamento. In tutti i paesi in cui ho vissuto è venuta più volte, impregnandosi dei miei spazi, conoscendo i miei nuovi amici, ritornando a casa con le immagini chiare sulla mia vita lontano da lei.
Forse non ho paura di vedere le mie figlie installarsi lontano da me, proprio perché ho sempre visto mia mamma pronta a venire da noi. Pronta a vivere un po’ delle nostre vite e, anno dopo anno, mantenere lo stesso entusiasmo nel farlo. Vivere lontani non è sempre semplice, ci sono momenti di nostalgia, lacrime che fanno capolino all’angolo degli occhi. Avere vite che scorrono in mondi separati è il prezzo da pagare di questa vita girovaga. Giorni come questo, però, giorni di attesa, in cui ti alzi e sai già che alla fine della giornata avrai quel lungo abbraccio, anziché il solito sorriso dietro uno schermo, beh ti ripagano di tutto, ma proprio di tutto.
Corro all’aeroporto!
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