In 25 anni di espatrio una delle cose alle quali facci fatica ad abituarmi sono i tanti eventi della vita ai quali per la distanza non sono riuscita ad essere presente. Sono nati tanti bambini mentre noi costruivamo la nostra vita in qualche angolo di mondo, se ne sono andati tante persone che in un modo o nell’altro hanno fatto parte della mia infanzia e adolescenza, ci sono state feste, candeline soffiate, anche qualche matrimonio impossibile da raggiungere. Ogni volta un piccolo senso di tristezza, ogni volta la consapevolezza che conciliare distanza con il pieno di affetti non è sempre facile.
Questa volta però ero felice di esserci. Questa volta festeggiare con una di quelle amiche con le quali ho camminato fianco a fianco per un lungo pezzo di vita, era importante.
La festa doveva essere a sorpresa, e nella sorpresa la sorpresa di vedermi arrivare. Ho atteso quell’abbraccio per settimane, ho sperato che nulla si mettesse in mezzo per rovinare i tanti dettagli pensati, ho immaginato la bellezza di essere insieme e tutto è stato esattamente come doveva, bello ed emozionante, con dei festeggiamenti degni di questo mezzo secolo che ci portiamo dietro.
Ritrovarsi con gli amici di sempre ha un sapore speciale, torni un po’ indietro nel tempo, recuperi quegli anni in cui eravamo tutti meno carichi di responsabilità e sempre insieme. Non hai bisogno di spiegare perché ti capisci ad ogni gesto ed ad ogni battuta, anche se hai 30 anni di più e un gigantesco bagaglio di vita sulle spalle.
Ci sono tante persone che pensano che sia impossibile mantenere le amicizie quando si saltella da una parte all’altra del mondo, il filo si spezza, ci si perde, non credo, le amicizie vere non hanno bisogno di nutrirsi di quotidianità perché sono talmente solide che non si spezzano mai e basta sedersi di fronte ad un bicchiere per ricominciare a rifare il mondo come se il tempo si fosse fermato all’ultima volta.
Quando eravamo ragazzi ci ritrovavamo spesso a passare dei weekend in campagna a pochi chilometri da Torino, lunghe serate a bere, cantare, ridere, altre a ballare in gruppi più ampi, altre ancora a infornare pizze, tra una birra e un bicchiere con la spensieratezza dei vent’anni e i mille sogni che condividevamo tra di noi. Pian piano siamo cresciuti trovando ognuno la propria strada, Federica fu la prima dei nostri figli a partecipare ad uno di quei ritrovi, il suo primo capodanno.
L’altro giorno ci siamo ritrovati in un’altra campagna, ma sempre con lo stesso spirito, con quel bel mix di ricordi comuni che ci tengono legati in modo incredibile, con quel piacere di stare insieme senza dover essere gli adulti che siamo diventati, che vestono i panni di genitori e professionisti ventiquattro ore su ventiquattro, ma semplicemente ritrovandoci ad esser i ragazzi di allora con la stessa splendida alchimia.
Grazie Fra per aver compiuto 50 anni in uno splendido venerdì di giugno, dove anche il sole è stato lì ad accompagnare il nostro stare insieme e grazie Guido per aver immaginato questa sorpresa e farci ritornare quelli di allora, delle serate a Baldissero, della treccina tenuta stretta, della colazione assonnata intorno ad un tavolo, che ieri aveva proprio sullo sfondo a farci da guardia quello dei nostri vent’anni.
Torno a casa felice perché ancora una volta ho visto che l’amicizia non si misura in tempo che si passa insieme, ma nella sua qualità, e la nostra è perfetta!





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