Perché può essere duro rientrare nel proprio paese dopo anni in espatrio?
Pare quasi assurdo pensarlo quando, spesso, tanti espatriati, soprattutto nei primi anni lontani da “casa” soffrono di nostalgia e contano i giorni per una toccata e fuga a respirare un po’ di mondo conosciuto.
Invece è cosi, il rientro può spesso essere complesso e rimare con sofferenza. La nostalgia per ciò che si è lasciato fuori dal proprio paese prende il sopravvento e ci si ritrova da soli senza più i punti di riferimento che pensavamo di ritrovare ma che, inevitabilmente, non sono più gli stessi, o noi siamo cambiati nel frattempo…
Un ritorno va sempre vissuto come un nuovo espatrio e preparato di conseguenza.
È strano pensare al nostro paese, quello di cui conosciamo la lingua e le mille sfumature, come ad un paese “straniero” tutto da scoprire, nel quale immergerci con l’umiltà di chi ha invece molto da imparare, ma va fatto.
Oltre all’immergerci nuovamente in un mondo che pensiamo di conoscere ma che in realtà ci sfugge, ci sono anche altri fattori che possono spiazzarci e rendere difficile il rientro. Quando per anni si vive da stranieri, è difficile di colpo rientrare in una norme della quale a lungo non abbiamo fatto parte. Se per anni l’essere “diversi” è stata la nostra caratteristica, di colpo ci troveremo privati di una connotazione che ormai è diventata parte di noi, da essere un po’ speciali ci ritroveremo a cadere in una sorta di ritorno all’anonimato.
Non siamo più stranieri ma non siamo più neanche parte di un tutto, siamo cambiati, l’espatrio ci ha cambiati, i nostri comportamenti non sono più riconducibili al cento per cento a quelli di chi vive da sempre nel nostro paese, ma non per questo possiamo considerarci uno straniero, e questa è la grande, grandissima differenza: il non fare di noi uno straniero e il non essere più un italiano, francese, tedesco in modo totale, un limbo. Il nostro bagaglio di conoscenze accumulate, ci farà agire in modo diverso dalla norma, ma non per questo ci ridarà quello statuto al quale per anni eravamo abituati, quello di chi scopre una nuova cultura, se ne impossessa, ma ha sempre la scusa di essere straniero, per non aderire a tutto al 100%
Se è difficile partire ed adattarsi ad una nuova cultura, anche tornare non è semplice, con una prima partenza ci condanniamo a qualcosa che volenti o nolenti ci porteremo dietro per sempre, il non essere mai più parte di un qualcosa in modo totale, bellissimo ma faticoso. Cosa ne pensate?
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