Beato te! Certo la vita è bella per voi! Ma siete sempre in vacanza? Ma non ti manca il tuo paese?. Ma come fai a sopravvivere così lontano? Ma come puoi crescere i tuoi figli senza i nonni vicino? Ma come farai con i genitori he invecchiano? Ma non hai cuore? Forse questa vita vi ha resi un po’ insensibili. Ma non sei stufo di cambiare sempre? Ma quando tornerete a casa?
Una bella collezione di affermazioni e domande che tutti gli expat si sentono ripetere tipo mantra. Un bell’insieme di idee preconcette che sottolineano come il mondo degli espatriati rimanga un mondo abbastanza oscuro a chi non si è mai mosso.
Il beato te è spesso seguito da un sorrisino accondiscendente, che vuol dire certo hai un bella la vita, te la godi proprio, scendete con i piedi sulla terra, tutto rapidamente sintetizzato.
Ma che, ma cosa? Non lo siamo bel saldi per terra, ma per rimanerci ancorati ci spacchiamo anche la schiena, per essere dove siamo nessuno ci ha fatto regali, nessuno ci ha dato una mano. L’espatriato accetta sfide che spesso, molto spesso, altri rifiutano, si tuffa fuori dalle proprie zone di confort e spesso si tuffa anche allegramente nel vuoto, trascinandosi dietro l’intera famiglia, che alla faccia del beato te deve tirare fuori unghie e denti per ricostruire tutto.
Il certo la vita è bella per voi, è una variante o un’aggiunta al beato te. Si la vita è bella, ma come tutte le vite con i suoi problemi, mille casini quotidiani, ritmi sostenuti, vita normale insomma solo spesso lontano migliaia di chilometri dalla precedente, quindi con un bonus di stress in regalo. No non passiamo il tempo su spiagge esotiche con cocktail incredibili, no non viviamo tra un viaggio e l’altro prendendo il lavoro come un piccolo break tra due momenti di folle divertimento. No le feste folli che finiscono alle cinque del mattino nudi in piscine riscaldate esistono nei film non nella vita degli expat!
Ma siete sempre in vacanza? Ecco leggi sopra no le vacanze arrivano ogni tanto come per tutti, allora a volte i nostri viaggi possono sembrare esotici solo perché ogni tanto visitiamo quello che ci sta intorno e quando vivi in certe zone ci vuol poco a rendere esotico un viaggio (non dalla Svezia, siamo chiari!)
Ma come fai a sopravvivere così lontano? Onestamente non è poi così difficile, basta ricostruirsi una vita, si continua a gioire anche a 10000 chilometri di distanza, le tecnologie aiutano, i nuovi amici anche e il nostro vecchio mondo può venire a noi quando vuole!
Ma come puoi crescere i tuoi figli senza i nonni vicino? Non è che ho fatto dei figli per lasciarli ai nonni e godermi la vita, o no? Io no, e ho investito in baby sitter per risolvere problemi logistici e respirare un po’ e ho lasciato ai nonni il piacere di godersi le nipoti senza nessun obbligo. Sono più per la qualità dei rapporti che per la quantità, i nonni sono fondamentali anche a distanza per quelle piccole attenzioni che solo loro sanno dare, ma non sono i baby sitter!
Ma come farai con i genitori che invecchiano? Farò come tutti, perché il problema è lo stesso anche se si vive quattro strade più in là. I genitori ci si augura sempre che invecchino nel modo migliore, e poi inutile vivere con il pensiero fisso a quel che potrebbe succedere, quando dovremo affrontare la situazione l’affronteremo, perché bendarsi la testa prima di essersela rotta?
Ma non hai cuore? Anzi ne ho uno enorme capace di contenere tutte le persone che amo e che ho incontrato ad ogni spostamento, e ogni partenza mi rende triste, perché il separarsi è sempre difficile, ma ogni volta so che dopo la tristezza ci saranno nuovi incontri, nuove sfide e che gli amici veri che ho lasciato strada facendo ci saranno sempre.
Forse questa vita vi ha resi un po’ insensibili. Questa fa rima con il non hai cuore. No non siamo insensibili, ho pianto ogni volta che ho chiuso dietro di me una porta per l’ultima volta. Ho pianto tutte le volte che ho dovuto salutare le persone che con noi hanno percorso un pezzo di strada. Ho sofferto leggendo il dolore negli occhi delle mie bambine, ma ho sempre saputo, e loro hanno sempre saputo, che il giorno dopo il dolore avrebbe lasciato spazio a nuove eccitanti avventure, a esperienze incredibili come splendida ricompensa alle nostre lacrime.
Ma non sei stufo di cambiare sempre? Difficile da capire ma è una specie di predisposizione d’animo, l’adrenalina del cambiamento da scosse che solo chi le prova riesce a spiegare. Non si è mai sazi di nuove avventure, non ci si stufa mai di quei primi momenti eccitanti in cui tutto è nuovo e si è un po’ persi!
Ma quando tornerete a casa? Ma noi siamo a casa. Casa è dove siamo noi. Casa è quella che di volta in volta ricostruiamo e che ci protegge quando tutto intorno il contorno è cambiato, il nostro porto sicuro anche quando intorno tutto sembra a tratti complicato. La casa ce la portiamo dietro ed ogni volta l’arricchiamo di un qualcosa di nuovo, di unico, solo nostro.
Vita normale, vita che si sposta, vita con i suoi problemi, montagne da scalare, affetti da ricostruire, gioia immensa, unica differenza un moto continuo che ci porta a rimetterci in gioco, l’abbiamo scelto e ne siamo felici, ma non beati noi, nulla avviene per caso!

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