di stelle e ristoranti

Venerdì 16 la prestigiosa guida Michelin ha distribuito le sue ambite stelle. Come ogni anno nuove entrate nell’universo prestigioso dei ristoranti stellati, qualche uscita, qualche stella persa, altre che si aggiungono a coronare sogni di chef che investono in questo riconoscimento tutte le loro energie.
Fa piacere vedere che chef sempre più giovani e innovativi accendono all’universo stellato della guida francese.
La nostra cucina italiana universalmente conosciuta e apprezzata, ma, a mio avviso, ha bisogno di queste idee nuove e di una rivisitazione in chiave più moderna dei suoi piatti tipici.
Tra gli Stati Uniti e la Svezia, sicuramente entrambi paesi con alla base un universo grastronomico più ridotto, ho scoperto la capacità di sublimare piatti e ingredienti semplici restituendoli al cliente in modo incredibilmente nuovo. Mi piace.
L’estate scorsa siamo stati tutti e cinque piacevolmente conquistati dal ristorante leccese Bros, dove la sperimentazione in cucina è abilmente portata avanti, premiato proprio venerdì con la sua prima stella, meritatissima.
Venendo a  Torino ho voluto provare l’appena stellato bistrot del noto chef Cannavacciuolo, ho provato a prenotare senza troppa speranza è invece ho avuto un tavolo. Ed e così io e la mamma in questo ristorante dalle linee sobrie e dal servizio impeccabile e sorridente, abbiamo incominciato con qualche piccolo assaggio di street food rivisitata, dalla pizza fritta napoletana, al gnocco fritto, ripieno con un cuore di burrata che si scioglieva in bocca, dalla piadina versione mignon al cannolo salato.
Tanto per aprire l’appetito!
Abbiamo proseguito con un foie gras e cachi, dove il fondente foie gras era presentato con un alternarsi di caco in gelatina, un unione di sapori alla quale inspirarsi. 

Ottimo lo stravolgimento del vitello tonnato in tonno vitellato, tonno crudo accompagnato da jus di vitello e gocce di maionese alla bottarga, spolverata di polvere capperi e alga secca.

Come piatto vitello impanato al tartufo, cotto perfettamente e dal sapore delicato con accompagnamento di verdure.

Per ripulire il palato sorbetto di limone accompagnato da una sponge cake alla liquirizia.

Curioso e innovativo il dessert con un gelato di mozzarella, divino, una crema inglese di pomodoro giallo e gelatina di pomodoro rosso in accompagnamento di un tronchetto di mango e frutto della passione (sublime, e pensare che non amo né il mango né il frutto della passione)

Aspettando il conto una serie di piccole gourmandises tra cui il macaron piccolo, semplice, incredibile e la conchiglia di cioccolato ripiena di mousse di agrumi… ( piccola doggy bag con il resto da portarci a casa)
Che dire tutto perfetto, innovativo, presentato in modo nuovo e eccelso, perché l’occhio vuole la sua parte, indirizzo ottimo, in un angolo splendido di Torino a due passi dalla piazza della Gran Madre.

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