Ma quale Paese ti è piaciuto di più?

Una delle domande più gettonate che mi vengono fatte è quale Paese in cui hai vissuto ti è piaciuto di più. Rispondo sempre con un sorriso e esordendo con un è difficile, ogni Paese corrisponde ad una fase della nostra vita ed è stato perfetto in quel preciso momento, per noi come persone e come famiglia. Non ho mai stilato classifiche, ogni Paese mi è piaciuto con pregi e difetti, con le sue incongruenze e difficoltà, con la profondità di ciò che aveva da offrirci e con il calore con il quale ci ha accolti.
Diciamo che uno dei mie pregi è l’entusiasmo nell’affrontare un nuovo spostamento, credo veramente che potrei andare ovunque e cercare di farmelo piacere, però certo in 20 anni ho avuto anch’io i miei momenti più complicati, in cui mi sono chiesta chi ce l’ha fatto fare, in cui le domande si sono presentate a raffica nella mia teste sul perché caspita ci fossimo imbarcati di nuovo in un’avventura tutta da costruire.
Facciamo parte di una categoria di espatriati che non riescono a decidere, per il momento, di fermarsi, e che trovano nel loro piccolo nucleo familiare le energie necessarie per proseguire nel nuovo giro di giostra. Ci sono quelli che una volta i figli grandicelli decidono di dar loro un’a vita più stabile, posando le valigie. Ce ne sono altri che sognano tutto il tempo di installarsi da qualche parte e chiamarla casa o di ritornare alle proprie radici. Noi abbiamo deciso di andare avanti e credo che la ricchezza di quello che ogni Paese e città in cui abbiamo vissuto ci ha dato, ci abbia aiutato a costruire solide ali con le quali volare, come se oceani e montagne non fossero barriere.
Ma allora cos’è stato il bello di ogni Paese, qual’è stata la forza del primo impatto, cosa ha lasciato in noi?
Parigi, la Francia, e li tutto incominciò! È stato il punto in cui ci siamo ricongiunti, dopo anni separati, Paolo a Londra prima e a già a Parigi poi, io in Italia. Parigi è stata casa, la nostra prima vera casa insieme, a Parigi siamo diventati famiglia è già questo di per sé la renderà per sempre uno posto speciale.
Ma Parigi non è stata facile al primo impatto, Parigi anzi è stata la mia scuola, il duro terreno scontrandomi con il quale sono diventata expat. Parigi è stupenda, ma complicata. I parigini lo sono, non facili al contatto, non sempre aperti verso chi non fa parte delle loro abitudini. Parigi mi ha insegnato ad osare, a buttarmi, a tuffarmi nelle relazioni anche se mi sembravano muri immensi. Parigi mi ha fatta piangere, perché all’inizio sei solo e perso, ma mi ha insegnato a contare solo su di me e su di noi. Ho amato le mie passeggiate lungo la Senna, perdermi nelle strade, scoprire angoli speciali, una manetta di pochi mesi al caldo nel marsupio, la mia forza. Ho contemplato la Senna e la grandeur di strade e piazze, c´è un po´ di Parigi sempre in me, nei miei pensieri.
Perché dovreste trasferirvi a Parigi?
perché è una città stupenda e culturalmente molto vivace, abbastanza vicina all´Italia da potervi ossigenare quando ne avete voglia, come primo espatrio tutto sommato semplice.
Poi c’è stata la Normandia, la vita campestre che giustamente temevo.Se Parigi è stata dura, la Normandia è stato un campo di battaglia, uno di quelli tosti in cui applicare tutte le regole del buon soldatino per farsi largo e ricreare un mondo. Ho imparato la solitudine all’inizio, e per me animale sociale, era la prova peggiore. Ho tirato fuori trucchi e astuzie per uscirne fuori, e c’è l’ho fatta a testa alta. E ci ho lasciato il cuore oltre a delle amicizie stupende che ci sono sempre. Ho amato i campi verdi e bagnati di rugiada, ho amato la foresta dei cavallini dove le bambinette che erano sgranavano gli occhi di gioia, ho amato il parco lungo la Senna dove sembrava di essere in vacanza. Ho amato il mercato, passeggiare tra i banchi, fermarmi a chiacchierare. Ho amato quello che ho costruito che mi ha fatto crescere e dato energie e forza per il passaggio successivo. La Normandia è stata perfetta per la nostra giovane famiglia in crescita, per quel l’aria facile da respirare anche sotto la pioggia continua.
la nostra vecchia piscina lungo la Senna trasformata in fontana.

Perché vivere in Normandia? se amate la natura è il posto giusto, Rouen è una città vivace che offre tutto e se avete voglia di parigi, Parigi è a due passi. Con dei bambini piccoli la vita è sicuramente più semplice e meno costosa che nella capitale

Tokyo, Giappone, veramente dall´altra parte del mondo. Primo impatto indimenticabile, cercavo disperatamente una via, uno scorcio senza fili elettrici deturpanti, l’ho trovata talmente orrenda da diventare intrigante. E quanto l’ho amata dalla prima passeggiata nel caldo umido di quella fine agosto, spingendo a fatica il passeggino di Camilla lungo Otsuma-dori alla ricerca del supermercato. Mamma guarda è quello c’è la mucca come ha detto papà. Trovato! Tokyo è stata perfetta, talmente facile da vivere da sembrare quasi finta. Tokyo tentacolare ma paesino, Tokyo con 30 milioni di ordinati abitanti e cinquenni che vanno in bici in tutta sicurezza. 
una cultura secolare
 Tokyo è stato rendermi conto di essere straniera, l’impossibilità di capire, lo sguardo incuriosito delle composte mamme giapponese con i loro figli unici perfetti e puliti, e io con un trio di donnine con le bocche sporche e i nasini colanti, con gli occhi curiosi e sorpresi di fronte a questo mondo da scoprire. Ho imparato tantissimo nei mie anni giapponesi, ho imparato a sopportare distanze enormi, a sorridere di fronte a cose sconosciute, a dormire su scomodi futon e mangiare seppie crude appena sveglia. Ho imparato a guardare in modo diverso i dettagli, a non soffermarmi sul quadro d’insieme ma sul dettaglio. 
Tokyo super moderna
Per questo Tokyo mi è piaciuta, se la guardi dettaglio dopo dettaglio è la città più bella del mondo, nel quadro d’insieme ci sono sempre fili elettrici orrendi ovunque. Ho amato anche loro. Il Giappone è stato il posto giusto al momento giusto, bambine abbastanza piccole per approfittare della facilità di essere bambini in un mondo in cui il fanciullo regna sovrano, ma anche abbastanza grandi per poter assimilare molto di questa cultura che ci portiamo sempre preziosamente dietro
Fuji-san

Perché Tokyo? perché è la città più bella del mondo, perché la cultura è profondissima e estremamente interessante, perché tutto è moderno ma nel moderno c´è sempre un tocco di antico. Città super sicura, super pulita, super genitle, una tale somma di superlativi da farvi dimenticare le ore di volo e di fuso per rientrare in Europa.

Chennai, India del sud. L’altra faccia del mondo come l’ho sempre chiamata. Non poteva cascar meglio dopo il Giappone, la giusta successione, il bianco e il nero, l´asettico e il caotico, il delicato e lo speziato. Avrei potuto odiarla proprio perché rappresentava tutto quello che Tokyo non era e no sarà mai. Proprio questo mi è piaciuto dall’inizio, scoprire gli antipodi rispetto a quello in cui avevo vissuto per tre anni. Caos, sporcizia, traffico, puzza, rumore, bestie e umani che si mischiano, vita di strada senza regole, caldo intenso, umidità. Tutto mi è balzato agli occhi e da subito mi sono detta mi piace. È stata la mia grande scuola di vita. Il sorriso degli indiani, i più poveri, mi ha insegnato cosa vuol dire accontentarsi, godere di ciò che si ha, senza volere di più, di meglio. 
sporcizia….
I nostri occhi hanno visto realtà durissime, e anche il rifugiarci poi tra le nostre comode quattro mura, non ci ha mai del tutto liberati da ciò che vedevamo fuori dal finestrino, da ciò che ci balzava agli occhi camminando sulla sabbia sporca, da quello che incrociavamo cercando di camminare su marciapiedi inesistenti. Ci ha resi più forti come persone e come famiglia, in un momento in cui le nostre ragazze pur nell’ingenuità dei loro anni avevano la capacità di capire che stavamo vivendo qualcosa di straordinario. 
mercato del pesce di Pondicherry
L’India ce la portiamo dietro ogni giorno nel nostro modo di agire e di affrontare la vita, è anche le scelte quotidiane.
spiaggia di Chennai

Perché espatriare a Chennai? Perché se avete voglia di tuffarmi veramente nella differenza è il posto giusto. Perché tutto cambia talmente in fretta da vivere veramente trasformazioni importanti. perché se anche la vita moderna sta prendendo il sopravvento, convive ancora un misto di vita d´altri tempi. Perché ogni giorno quando uscite di casa avete qualcosa da scoprire.

Saint Germain en Laye, Francia, ritorno in Francia. Cittadina ricca e splendida alle porte di Parigi. L’abbiamo scelta perché estremamente internazionale, ed era quello di cui avevamo bisogno rientrando in Europa da due esperienze asiatiche. Non è statale facile, non lo è mai ritornare in un Paese conosciuto, abbiamo l’illusione di sapere già tutto è in fretta ci scontriamo con il tempo che, inesorabilmente, passando ci ha cambiati e resi diversi, con le esperienze che non c’è lo faranno più vivere come prima. Così di colpo ti ritrovi a cercare il tuo posto quando davi tutto per scontato, e nello stesso tempo senti meno l’eccitazione della scoperta pura. Ma anche Saint Germain ha lasciato il segno, con la sua bellezza da mini Parigi, con le mille lingue che risuonano ad ogni angolo di strada, con la bellissima natura che le fa da contorno, con il suo liceo internazionale, scuola veramente unica.
Non è stato suffciente però per farci avere voglia di rimanere, mancava quell´adrenalina da scoperta che solo ti assale quando sei di fronto ad un mondo sconosciuto, non c´era l´eccitazione del nuovo della quale ci nutriamo ad ogni nuovo spostamento. Nonostante le amicizie stupende non mi sono mai sentita veramente bene, ho sempre pensato ad una tappa successiva, ho sempre pensato al nuovo volo, al nuovo atterraggio, lo stupore negli occhi.
parco di Saint Germain en Laye
Ma forse era il passaggio necessario per recuperare un po´ di vita europea prima di lanciarci nella tappa successiva.
Perché Saint Germain en Laye nei vostri programmi di espatrio? Perché è un ambiente internazionale alle porte di Parigi con una scuola unica dove vi troverete benissimo. Perché è una città bellissima e piena di storia con Paris a due passi.
Los Altos, Silicon Valley, California. Entusiasmo e paura. Primo impatto pessimo durante il nostro viaggio di ricognizione, quel mondo da telefilm americano mi eccitava ben poco. Macchine e pattumiere perfettamente allineate, belle case con giardini curati, stradoni senza storia, cittadine vecchie di 50 anni. Così all´inizio ho detto NO, non andremo in Silicon Valley, l´opzione non fa per me…. è bastata una notte di riflessione a rigirarmi nel letto per farmi dire che stavo sbagliando, che stavo buttando al vento un´occasione irripetibile, che le ragazze avevano l´età giusta per vivere in pieno la vita americana, e che pattumiere ordinate e macchinone parcheggiate non potevano farmi dire che non l´avrei amata questa valle dalla natura stupenda e dall´effervescenza unica. 
Beh ci ho messo poco ad innamorarmi anche di ciò che all´inizio mi lasciava perplessa,di ciò che mi faceva poco sognare… Credo che gli anni in Bay Area siano sati uno dei regali migliori che ci siamo fatti e che abbiamo fatto alle nostre fanciulle. Ci siamo regalati stimoli incredibili, incontri fantastici, tutto accompagnato da un´aria di innovazione pulsante. Hai voglia di fare in Silicon Valley, hai voglia di creare, inventare, curiosare. Ognuno di noi è andato via con un grosso bagaglio di esperienze ricche di energie. 
Non avremmo vissuto la Silicon Valley nello stesso modo con figli più piccoli, per me loro avevano l´età perfetta per godere in pieno di risorse e stimoli. Hanno avuto scuole fantastiche e a disposizione tantissima innovazione, ma hanno anche goduto di libertà perché era un posto tranquillo per crescere senza preoccupazioni, il tutto in un ambiente abbastanza protetto senza essere soffocante.
Perché la Silicon Valley? perché è un posto unico, l´effervescenza che esiste qui non la torverete altrove, perché qui si viaggia ad alta velocità e il progresso è già passato. Perché si inventa il mondo ed è fantastico far parte di questa innovazione. Perché ci si alza al mattino con le batterie caricate a mille e si va a letto la sera con la voglia di rifare il mondo.
E adesso di nuovo in Europa, Stoccolma, Svezia.
Due mesi esatti che il nostro aereo ha toccato la pista a Stoccolma Arlanda. Due mesi che questa città è diventata casa. Dal primo giorno mi ha lasciata a bocca aperta, bella, bellissima. Sono già partita e tornata tre volte in questi due mesi, e per me il primo ritorno, i primi ritorni, sono la prova del nove per vedere se la sento veramente mia, la mia nuova città. Tre volte in cui aprendo la porta di casa ho sorriso felice della mia scelta. Forse non fa ancora abbastanza freddo e buio troppo presto per incrinare il mio cuore innamorato di fornte a questo equilibrio perfetto di città e natura. Sento già che anche questa esperienza lascerà il segno. Sarà l´ultima in famiglia, Camilla prenderà il volo quasi sicuramente da qui tra tre anni. 
Perché una tappa di vita a Stoccolma? è troppo presto per tirare le somme, ma di sicuro perché saprà sorprendervi, perché è Europa ma con qualcosa di speciale…. 
Poi chissà dove ci porterà il cuore?

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