Premetto che odio il campeggio, ma adoro la barca a vela. Ho passato tutta la mia infanzia e adolescenza a veleggiare con i miei genitori, e da adulta ho fatto tantissime vacanze in barca in famiglia da una parte all’altra del mondo. Il campeggio però proprio non mi piace. Odio i bagni pubblici e dovermi fare la doccia dove prima e dopo di me passa un mondo intero di individui che non conosco. Se la promiscuità della barca, con le persone che scelgo io, mi piace tantissimo, quella del campeggio non mi attira proprio per niente.



Con gli anni poi peggioro, mi piace il mio confort, anche quando affitto una casa in famiglia ognuno deve avere i suoi spazi, tot stanze, tot bagni e tutti siamo felici e contenti. E poi ci sono le eccezioni.
Devo darti il contatto di un buon avvocato divorzista o di un sicario, mi ha scritto l’altro giorno un’amica, che si riconoscerà, quando ha letto la descrizione dello chalet spartanissimo nel quale avevamo appena posato le valigie per il lungo weekend di Thanksgiving canadese.
In realtà, chiarisco subito, che quello che avrebbe dovuto contattare avvocato e sicario, è invece il dolce consorte, che simpaticamente mi ha semplicemente detto “la prossima volta leggi la descrizione“.
Stendiamo un velo pietoso sulla mia leggerezza. Ho visto le foto, lo chalet sembrava essere esattamente come lo volevamo, vista laghetto, immerso nei boschi, tra natura e relax. Tutte le componenti c’erano, tranne…. l’elettricità, l’acqua calda, la doccia. La versione canadese della piccola casa nella prateria, e mi sono sentita tanto Laura Ingalls quando facevo scaldare l’acqua sul fuoco per lavarmi la faccia!
Spartano nel modo più assoluto. Vada ancora per l’elettricità mancante, sostituita da batterie ricaricate da un pannello solare che sembrava quello della Barbie. Le candele comunque danno quell’atmosfera romantica che non guasta… Vada anche per il riscaldamento con enorme stufa che alla fine da quel tocco montano con tanto di profumo di legna bruciata. Ma l’acqua calda e la doccia, ecco quelle proprio sono state un colpo difficile da digerire.
Che poi ci si abitua a tutto. Comunque venerdì sera tra me e me ho pensato, resisteremo una notte sola. E invece il giovincello che c’è in noi, mescolato alla natura stupenda nella quale eravamo immersi, ci hanno spinti all’estremo (e allo stremo) e abbiamo bevuto il calice, allegramente, fino all’ultima goccia.
Non è neanche stata dura, anzi il lato no internet, no telefono ai tempi odierni pare un tocca sana. Ieri comunque rientrando a casa ci siamo precipitati sulle news, mai che fosse esploso il mondo durante il nostro lungo weekend d’isolamento.(Ovviamente ci siamo anche precipitati sotto la doccia, ça va sans dire).
Comunque paesaggi incredibili. Natura pazzesca. Piccoli cerbiatti a tenerci compagnia. Mille sfumature di giallo e rosso da lasciare senza fiato. L’autunno nella sua veste migliore, con il sole ancora caldo e il cielo di un blu splendente, il mix perfetto.


Come sempre abbiamo seguito l’applicazione ALLTRAILS e ci siamo regalati due camminate strepitose, con sempre in premio dopo faticose salite viste mozzafiato. La zona della rivière Rouge vale veramente la pena per gli appassionati di natura. Siamo pronti a tornarci per scoprire le tante piste di sci di fondo. La prossima volta però prometto, leggo bene, acqua calda a fiumi come condizione necessaria… anche perché ho scampato l’avvocato divorzista, ma non tirerei troppo sulla corda!
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