Giochi di una volta dei bambini di oggi

In quest’epoca di iper tecnologie, dove sempre più spesso si vedono bambini che sanno solo saltellare da uno schermo all’altro, dalla tv al telefono, dall’ipad al computer. Sembra che lo spazio per la creatività, il gioco la noia, sia roba d’altri tempi. Tempi che appartengono a generazioni non poi così lontane. La mia, ma in parte e per fortuna ancora a quella delle mie figlie, per le quali telefono e ipad sono arrivati all’adolescenza ( quando si vive in Silicon Valley non si può fare diversamente e noi all’epoca vivevamo li).

Noi giocavamo per strada, il giardino condominiale o quello del quartiere era il nostro mondo. Il mondo in cui rifare il mondo, bicicletta sbattute a terra, skateboard contro il muro, ginocchia sbucciate. Giocavamo a rialzo, a strega tocca colore, a fulmine. Tiravamo calci al pallone, saltavanmo alla corda. Le bambine poi passavano ore tra l’elastico e la settimana. All’elastico ho ingoiato dosi massicce di frustrazioni, mia sorella saltava sempre più in alto di me, non pensavo allora che quei tre anni di differenza le regalassero quel vantaggio, credevo solo fosse più brava di me!

Passavamo pomeriggi interi in cortile fino all’ora di cena. Tornavamo a casa con qualche graffio in più segno che quella era stata una grande giornata.

Le mie ragazze da bambine hanno fatto un po’ gli stessi giochi, chiamamdoli in lingue diverse al ritmo dei paesi che abbiamo chiamato casa. Hanno giocato alla settimana, corso a perdifiato, fatto capanne e immaginato mondi, hanno fatto quello che i bambini devono fare, lontano dalla tecnologia, dagli schermi.

Questa mattina a pochi passi dalla mia porta di casa  per terra era disegnata una settimana. I bambini che l’hanno disegnata, erano sicuramente a scuola, ma forse con il pensiero di tornare a saltellare una volta rientrati a casa. Mi ha fatto piacere vedere che gli stessi giochi sopravviveranno sempre e per sempre. Ovunque nel mondo e nonostante le tecnologie un gessetto colorato può fare la differenza, può disegnare sogni e trasformarli in avventure. Finché andrà così voglio credere che manterremo la speranza di lasciare dopo di noi un mondo un po’ migliore!

Rispondi

Scopri di più da Come sopravvivere in giro per il mondo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere