Tra Pasqua 2023 e Pasqua 2024

È quasi passato un anno dalla mia prima visita a Montreal. Era Pasqua di un anno fa, un inizio di aprile tiepido e accogliente. Erano giorni intensi in cui dovevo proiettarmi nel futuro ma non avevo ancora tutte le certezze sulla direzione che quel futuro avrebbe preso.

Il Canada era possibile, ma non sicuro al 100 per 100. Tanti tasselli dovevano andare al loro posto prima di prendere una decisione definitiva. Eravamo un po’ in balia degli eventi, o almeno così mi sentivo. Praticamente nessuno sapeva di quel progetto nell’aria, e la cosa rendeva il tutto ancora più complicato da gestire. Lo sapevano le nostre famiglie e una manciata di amici, per tutti gli altri il mio giro a Montreal era uno dei nostri soliti viaggi.

Ero eccitata e curiosa, come ad ogni viaggio, ma ero anche desiderosa di cogliere tutti quei contorni necessari che, una volta rientrata in Svezia, mi avrebbero permesso di preparare al meglio questo nuovo salto.

Così succede ad ogni viaggio che prepara una nuova avventura. Viaggio importante, direi fondamentale, almeno per me. Ti permette di avere il giusto numero di immagini e sensazioni che ti accompagneranno in tutta quella fase logistica che precede lo spostamento.

È passato un anno da quel primo momento, da quel passeggiare lungo strade sconosciute, che adesso stanno diventando sempre più famigliari. Allora mi chiedevo come sarebbe stato, se sarei stata capace di ricostruirmi ancora una volta, se i bellissimi anni passati a Stoccolma e le persone fantastiche incontrate in terra svedese, non sarebbe state un freno nella mia nuova avventura. Difficile sempre venire dopo qualcosa che è stato bello e coinvolgente.

In realtà ogni volta è così. Ogni volta mi chiedo se ne sarò capace, se potrò appassionarmi ad un posto con la stessa intensità. Mi chiedo se avrò in riserva abbastanza energie per ricominciare da capo con relazioni e tutto il resto.

Tutte le volte poi mi sono resa conto che con l’entusiasmo tutto è più semplice e che alla fin fine le esperienze passate servono solo a caricarci nel modo giusto per le future.

Sono successe molte cose tra quella tiepida Pasqua di un anno fa e quella che sta arrivando. Ci sono state decisioni prese, porte chiuse, mesi confusi, mille cambiamenti. Alla fine, come sempre, anche lo stress che accompagna ogni decisione importante è quasi un lontano ricordo.

Adesso siamo qui, direi piuttosto ben installati, in una quasi routine che però ha il gusto piacevole dei primi passi. Ci siamo impossessati pian piano dei nostri nuovi spazzi e l’eccitazione della scoperta ci accompagna quotidianamente. Proprio questa scoperta continua è la cosa che più mi piace del nostro continuo cambiare, insieme a routine che si trasformano e non si assomigliano mai. Un miscuglio incredibile di sensi in allerta che fa sentire vivi e del quale, temo, non riusciremo mai a fare a meno!

Per I bilanci comunque aspettiamo di chiudere un primo vero anno, e intanto mi godo il lungo weekend di questa prima vera Pasqua canadese, all’insegna delle scoperte!!

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