Era l’estate del 2016 quando per la prima volta ho messo i piedi in Salento. Abitavamo in California all’epoca e, diversamente dal solito, le nostre vacanze estive si erano svolte tutte in Italia. Dopo un giro in Sicilia e una bella settimana a veleggiare alle Eolie, ero partita con le ragazze per un’ultima parentesi vacanziera proprio in Puglia.
Uno di quei momenti speciali mamma e figlie di cui da anni mi nutro e approfitto. Allora, dopo quel periodo alla scoperta di un sud Italia che dai primi giorni mi ha conquistata, scrissi proprio sul blog, nero su bianco, le mie impressioni. https://icerrutiinindia.com/2016/07/29/mi-sono-innamorata-del-salento/
Sempre allora, rientrando in Silicon Valley, dissi a Paolo quanto quella terra genuina mi avesse conquistata. Era chiaro che l’estate successiva anche lui avrebbe dovuto venire a dare un occhiata, scoprirne i contorni, coglierne le sfumature.
Nello stesso periodo, con alle soglie il ventilarsi di un nuovo espatrio, cresceva in noi il bisogno profondo di trovare un posto in cui posare un po’ di quelle radici sparse collezionate in anni e anni di espatrio.
L’idea di un nido fisso, sempre pronto ad accoglierci come un porto sicuro, faceva capolino.
Non avevamo mai, fino ad allora, sentito il bisogno di un punto fermo, ma forse era arrivato il momento. Noi sempre più sparpagliati volevamo avere un posto nel quale ritrovarci tutti, nell’oggi e nel domani.
Sentivamo senza ombra di dubbio che il Salento era quel posto. Un luogo genuino, accogliente, tranquillo. Un luogo in cui rifugiarci oggi per tirare il fiato e nel quale immaginarci nel futuro, una famiglia in crescita, pezzi di cuore sparsi che si ritrovano intorno ad un tavolo che profuma d’estate, di pomodori dell’’orto, di gioia di ritrovarsi.
Sono stati anni di ricerche, a volte frustranti. Anni di incontri che ancora di più ci hanno confermato che era proprio una masseria in Salento quella che cercavamo come calamita dei nostri cuori.
Abbiamo cercato a lungo, senza dubbio, ma non abbiamo mai messo in dubbio il fatto che, prima o poi, la perla che stavamo cercando sarebbe arrivata.
Da quell’estate del 2016 in cui guidati da amici che sono famiglia, scoprivamo la loro terra e ce ne innamoravamo perdutamente, siamo arrivati ad oggi, e finalmente quel sogno i cui contorni erano stati disegnati allora, si è realizzato.
Il 28 febbraio abbiamo firmato per la masseria che diventerà il nostro punto fermo, noi continueremo ad andare, a solcare il mondo in direzioni varie, a salutarci tra aerei che decollano e altri che atterrano, ma sarà da oggi in poi il Salento che ci rimetterà tutti allineati nello stesso posto.


Siamo pronti a costruire memorie per i prossimi anni. Abbiamo il nostro piccolo porto sicuro che saprà accoglierci e coccolarci, ricaricandoci d’affetto per poi separarci di nuovo, con il pieno di tutto quello che il Salento può darci e noi, come famiglia, sappiamo regalarci.
La realizzazione di un piccolo sogno, forse solo chi come noi fa una vita itinerante da quasi tre decenni, può capirne l’importanza. Una casa che diventa la casa che sarà sempre lì ad aspettarci, sempre uguale, oggi, domani, dopodomani. La casa dove le nostre figlie potranno ritornare ancora e ancora e così i loro figli, dove gli amici ci raggiungeranno e sapranno sempre ritrovarci. La casa che vivremo senza quella perenne, piacevole certo, ma diabolica minaccia del nuovo eccitante spostamento. Noi ci sposteremo e lei sarà lì a regalarci quella parentesi stabile di cui anche la vita gioiosa e caotica degli expat, ha bisogno,
Un nuovo bel capitolo, un nuovo posto che diventerà casa come tutti gli altri che costituiscono il puzzle del nostro cuore.
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