Scoperte dopo le mie prime settimane canadesi


Ci sono 8 cose che ho imparato in queste prime cinque settimane canadesi ( o poco più)

1 che, tante generazioni fa, gli italiani che sono sbarcati da questa parte dell’oceano, si sono portati dietro un pezzo d’Italia. Ancora oggi tra caffè dai nomi patri, supermercati non da meno e piccole drogherie, non mi rimarrà neanche l’ombra di una voglia di stracchino e affini.

2 che è possibile essere in Nord America ma con una forte e persistente cultura più europea. Sarà il francese parlato all’ ottanta percento o un non so che nell’atmosfera, ma sembra di essere a New York, Boston, Chicago mescolate con Paris!

dome in a traditional church in montreal

3 che al mattino, prima di uscire, anziché la temperatura reale è meglio controllare la percepita, basta un filo di vento e tra l’una e l’altra possono esserci 10 gradi… 10 gradi sono tanta roba. 3bis che quando abiti in una casa salare le scale esterne diventa un gesto d’uso quotidiano, se non vuoi romperti una gamba subito.( e non fa ancora veramente freddo!)

close up photography of penguin on snow
Io che salo le scale!

4 che i bagel sono strepitosi ma vanno mangiati all’uscita del forno, dopo tre ore sono quasi immangiabili!

photo of breads

Intorno a casa ho i place to be del bagel, di che farmi una cultura, ce n’è veramente per tutti i gusti.

5 che se a Stoccolma appena arrivata mi avevano colpita cramponi e affini, qui siamo passati alla velocità superiore. Sbarcando qui dalla Svezia sono al livello superiore nel videogioco dell’inverno gelido!

Come must dell’abbigliamento segnalo: scarpone invernale che arriva a -30, con crampone integrato a scomparsa e apposita chiavetta per tirarlo fuori senza sporcarsi le mani. Giaccone, anche lui per temperature polari, con al suo interno bretelle incorporate per portarlo comodamente tipo zaino sulle spalle, senza ingombrarsi, quando si entra in ambienti interni che sono surriscaldati. Elegante e pratico…. Sono ironica sull’elegante, per chi non ne cogliesse il senso.

6 che, dopo New York, a Montreal c’è la più grande comunità ebreo ortodossa fuori da Israele, e sono tutti intorno a casa nostra, o più che intorno, tra una via più in là della nostra e a seguire. Li si nota, uomini e donne, e poi ci sono anche i loro negozi di abbigliamento, oltre che i supermercati kasher, dove, a quanto pare, non sei tanto bene visto se non sei dei loro….

7 che è proprio vero che esiste una città sotterranea nella quel ci si sposta al riparo dal freddo senza problemi. Un labirinto che tocca condomini, negozi, ristoranti, lungo il quale c’è gente che si muove da A a B uscendo di casa senza bisogno del famoso giaccone munito di spallacci integrati. Praticamente puoi non uscire mai se vivi da quelle parti, facendo uno sberleffo al crampone.

8 che anche questa volta mi sto già innamorando di questa nuova città, l’ennesimo colpo di fulmine!

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