Adoro leggere. Riesco a comprare libri ovunque. Amo scoprire nuovi autori, ed ho la fortuna di leggere senza problemi in tre lingue diverse. Sono molto metodica, leggo in italiano solo gli autori italiani, in francese i francesi e tutto il resto in inglese, che siano libri tradotti o no. Nelle letture estive mi impongo un alternarsi di lingue in modo preciso e ritmato.


Leggere in italiano mi aiuta a tenermi al passo con gli autori contemporanei, farlo in francese mi serve per mantenere viva una lingua che considero come una seconda lingua madre, ma che per forza di cose uso meno.
Leggere in inglese mi permette di spaziare tra tantissimi autori, spesso meno tradotti nelle lingue precedenti o semplicemente scritti in lingua inglese. Comunque leggere in lingua originale ha tutto un altro sapore! Ho letto anche in svedese, ma il piacere della lettura è sicuramente minimo quando maneggi la lingua in modo limitato. Non dispero però, arriverà il giorno in cui leggerò tutti gli autori svedesi in svedese.
Questa lunga premessa per dire che se già durante la vita di tutti i giorni leggo in modo bulimico, in vacanza vado a velocità doppia, passando da un libro all’altro in modo compulsivo.
Tra i libri letti in queste ultime settimane ce ne sono due che mi hanno colpito particolarmente per le tematiche affrontate, molto simili. Storie che non lasciano indifferenti e vanno dritte al cuore, storie che fanno riflettere.
Come d’Aria di Ada d’Adamo, vincitore del Premio Strega 2023 e Still Born di Guadalupe Nettel . Due storie di vita, di amore, di disabilità, di malattia, di scelte complicate, di non scelte. Storie che ti entrano dentro. Tanti sono gli spuntini di riflessione, le domande alle quali non è semplice rispondere.
Viene da pensare al che cosa avrei fatto se mi fossi trovata nella stessa situazione, se anziché un figlio sano mi avessero messo in braccio un figlio fortemente disabile. Come avrei reagito se anziché portare in grembo un cucciolo perfetto mi avessero annunciato che quel frugolino non avrebbe avuto una vita normale? O peggio mi avessero detto che non ci sarebbe stata vita dopo la nascita?
Difficile immaginare come avrei reagito a come la nostra vita sarebbe stata diversa, a come avrei affrontato il giorno dopo giorno con la paura di non esserci per sempre per quel figlio “imperfetto”.
Due inni all’amore e alla forza dell’amore. Due odi al coraggio di certe madri e di certi padri che si trovano ad affrontare dei percorsi durissimi. Strade in salita, lotte continue per dei diritti fondamentali. Impotenza, paura, solitudine, incertezza, dolore, un mescolarsi di sentimenti, che lasciano senza fiato.
Ma non sono letture tristi, non lo sono perché pur affrontando argomenti duri, li raccontano in un modo che triste non è. Forse non c’è spazio per il dolore quando la lotta è quotidiana, quando si vive in trincea. Non c’è tempo per piangersi addosso, per rimpiangere il cosa non è, si va avanti.
Grande lezione di vita, da leggere per imparare ad apprezzare di più e meglio quello che si ha, quello che si è.
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