Continua il viaggio nella metropolitana di Stoccolma: Linea Rossa

Da quando ho fatto il primo tour di un certo numero di stazioni della metropolitana con lo scopo ultimo di scrivere un articolo, mi sono appassionata all’ argomento e ho incominciato a “studiare “.

L’ arte è parte integrante della metropolitana di Stoccolma, una sorta di tela sulla quale artisti diversi si sono espressi, spesso toccando temi impegnativi. 

Immergersi in questo modo di rendere l’arte fruibile a tutti sta creandomi dipendenza. Macino stazione dopo stazione, cogliendo dettagli che per anni avevo solo sfiorato. Devo anche dire che non prendo spessissimo i mezzi di trasporto e ci sono fermate che non ho mai frequentato, fuori magari dai miei percorsi soliti o, semplicemente, vicinissime e saltate sempre a piè pari perché preferisco camminare.

Non si finisce mai di scoprire le sfumature del posto in cui viviamo, se solo ci liberiamo della fretta e diventiamo un po’ turisti curiosi.

Eccomi a cavalcare treni tra linea rossa, verde e blu. 

100 stazioni( che non farò tutte ovviamente), di cui 90 con qualcosa da vedere. Entro il 2026 una nuova linea e altre stazioni vedranno la luce per un ampliamento della metropolitana, nei progetti l’arte è già protagonista. Ci sarà di che scoprire in futuro.

Rispetto al mio primo giro questa volta mi sono leggermente preparata prima. Ho previsto un itinerario di massima, sapendo, quasi sempre, cosa cercare e cosa vedere. Non è comunque difficile perché l’arte è talmente a portata di occhi che non può sfuggire.

Ecco quindi le mie ultime scoperte (nella lista anche alcune delle stazioni di cui ho parlato in precedenza che si sono trovate su mio cammino)

Linea Rossa: (T-Centralen, Östermalmstorg, Stadion, Tekniska Högskolan e Thorilsdplan potete trovarle qui)

Karlaplan la stazione venne aperta nel 1965 e allo stesso anno risalgono le opere di Tor Hörlin: 16 nicchie per 16 panchine lungo il binario. Decorate con dei mosaici, creando dei luoghi “intimi” e tranquilli nell’attesa del treno. Nel 1983 si aggiunsero poi i fotomontaggi lungo i binari “den dagen oche den sorgen” il giorno e la tristezza. Personaggi e luoghi piu o meno famosi della Svezia del XX secolo. Quando l’opera venne inaugurata era il fotomontaggio più lungo del mondo.

Universitetet Stazione aperta nel 1975, inizialmente molto diversa da come la vediamo oggi con le opere di Francois Shein che risalgono al 1998. Da una parte la sua opera ” Seendets Konst – The Art of looking” : sui muri dei binari si possono leggere tutti i 30 articoli della dichiarazione sui diritti umani delle Nazioni Unite. Non di facile lettura, mancano punti e spazi, e la parola rifugiati si sovrappone alla parola chiunque. Chiunque può essere un rifugiato.

Lungo la piattaforma invece facciamo un passo indietro nei secoli e ci fermiamo al viaggio del 25 enne Linneo in Lapponia: 12 pannelli in ordine cronologico dalla partenza da Upsala nell’ottobre 1732. Le tematiche sollevate sono importanti e molto in linea con le preoccupazioni odierne sulla distruzione dell’ambiente, la sua protezione e la protezione della vita animale.

Danderyds Sjukhus, stazione inaugurata nel 1978 e l’arte è stata presente fin dall’inizio con le opere della ceramista Hertha Hilffon che si trovano nel sottopassaggio che porta all’ospedale. Tra gli anni 90 e gli inizi degli anni 2000 le opere di diversi artisti sono state esposte lungo i muri della stazione, forme e materiali diversi. Al 2008 risalgono invece le opere lungo i muri dei binari con alberi e omini stilizzati che compiono attività varie.

Morby Centrum stazione aperta nel 1978. Quella che a prima vista sembra una stazione-grotta dai toni pastello, in realtà grazie ad un gioco di luci, cambia colore . Visibili anche in esposizione una serie di foto che raccontano la costruzione della stazione stessa, con gli operai all’opera.

Gärdet, stazione aperta nel 1967 e sembra di essere in un museo di storia naturale!! Tutto intorno ai binari ci sono delle sculture di Karl Axel Perhson appassionato collezionista di insetti. Nelle 36 teche c’erano originariamente ben 246 sculture di coleotteri!

In questo momento poi i muri della stazione offrono lo spazio all’opera di Alla Wiggen (fino ad ottobre 2023) Då och Nu, un viaggio tra fantasia e realtà

Ropsten inaugurata nl 1967. l’artista Roland Kempe ne ha dipinto gli spazi con dei colori forti in contrasto, rosso, nero e bianco, colori tutti presenti nell’immagine del serpente in fondo al binario.

Slussen stazione aperta nel 1950. La prima opera risale al 1964 ma venne rimpiazzata nel 2008 per i danni causati dall’incuria. Visibili a tutti tra i binari dei divisori di ferro intarsiati con forme diverse, blu e dorati, opera dell’artista Bernt Rafael Sundberg, che risale al 1990. Questi divisori hanno anche la funzione pratica di impedire ai viaggiatori di attraversare i binari.

Dal 1990 diversi progetti poi si sono susseguiti e sono stati esposti per un tempo limitato. Il concetto delle mostre temporanee trasferito in metropolitana!

Mariatorget stazione aperta nel 1964. Dall’inizio fu una delle stazioni scelte come spazio espositivo. In realtà al primo passaggio non ci si rende veramente conto, almeno io, ma i muri sono ricoperti da delle piastrelle che creano una specie di effetto legno, opera dei ceramisti Karin Björquist e Kiel Abramson. Björquist eseguì più tardi un altra opera di ceramica, che rappresenta dei bamboo in rilievo

Scendendo dalla scala mobile invece si trova una statua di bronzo che rappresenta una bambina che tiene in braccio una bambola, opera di Asmund Arle.

Di Britt Luise Sandell è invece la struttura in ferro chiamata Domino e anch’essa presente dall’apertura della stazione.

Lungo i binari è visibile la mostra Pausen mellan tanke och handling (pausa tra il pensiero e l’azione) di Erik Gustfsson. Una serie di studi fotografici di corpi e materiali, sviluppati in modo sperimentale utilizzando luci e processi chimici.

Zinkensdamn stazione aperta nel 1964, vede le prime opere d’arte solo nel 1991. Due opere in fondo ai binari, entrambe con motivi astratti, un di Göran Karlsson e una di John Stenberg. Sempre Stender nel 2003, quando ci fu una ristrutturazione della stazione si occupò di altre due opere. Una si trova al livello della biglietteria, per terra, e una tra i binari.

Quando ho visitato la stazione (giugno 2023) lungo i binari era ospitata l’esposizione dell’opera Fjärilsvingar ovan betong.

Hornstull stazione aperta nel 1964 con i suoi muri lungo i binari decorati dall’artista Bernt Hlleberg con la sua opera ” Altamira“. il riferimento alle pitture rupestri è chiaro nel nome e nelle immagini bianche e nere su sfondo rosso.

La hall della biglietteria ristrutturata nel 2012 vede invece una sorte di enorme albero in ceramica opera di Eva Berglund. Osservato con attenzione l’albero è ricco di dettagli particolari, mani, bocche, mescolati ai fiori.

Telefonplan inaugurata nel 1964. Risalgono al 1997 le decorazioni di Bo Samuelsson, sullo sfondo delle piastrelle gialle una serie di immagini di personaggi in bianco nero, accompagnati dal motto “i miei amici sono i tuoi amici”.

Midsommarkransen stazione aperta nel 1964, un nome una garanzia: midsummer in tutte le salse! Dal 1979 all’arrivo della scala mobile, tra i due binari, è stata esposta una gigantesca corona di fiori, e sulla parete di fronte una foto con un po’ di storia di Midsommarkransen.

Nel 1990 sono poi state aggiunte le due opere in fondo ad ogni binario, di Dag Wallin e di Lisbeth Lindholm. Entrambe pitture su legno, Fiori di Midsummer e Sogni della notte di Midsummer.

Per la linea rossa direi che è tutto, da parte mia, vi lascio scoprire il resto da soli. Ricordatevi da oggi in poi di aprire bene gli occhi quando viaggiate in metropolitana, ogni piastrella anonima può celare un’opera d’arte!

(prossima puntata la linea verde)

Fonte En guide till konsten I tunnelbanan di Marie Andersson

Una risposta a “Continua il viaggio nella metropolitana di Stoccolma: Linea Rossa”

  1. […] underground alla scoperta dell’arte in metropolitana. dopo la linea rossa che potete trovare qui, eccomi alla scoperta delle stazioni sulla linea verde. Ho parlato di Hotorget, Odenplan e […]

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