Oggi è un giorno di lutto nazionale in Italia e non ne capisco il senso. Tanti italiani, come me, sono stupefatti per come ad un personaggio pubblico estremamente discusso sia rivolto un onore cosį grande.

Il funerale di stato ci sta’. La folla che lo acclama, anche (contenti loro). Per certi è stato un idolo, ma non per tutti, aggiungerei fortunatamente.
Poi certo striscioni e cori da stadio trasmettono l’immagine che corrisponde perfettamente a lui e ai suoi seguaci (striscioni con viva la fica, non fanno onore a nessuno, ma rendono l’idea dell’acclamato e degli acclamanti). Non si discute il fatto che come personaggio politico che ha attraversato un quarto di secolo di storia, andasse salutato con onore, ma da li ad accordargli il lutto nazionale, c’è una bella differenza.
La domanda sorge spontanea: ma abbiamo veramente la memoria così corta? Tutti gli scandali, i bunga bunga, i processi sono di colpo spazzati via e si è pronti a redimere chiunque?
Oggi, tristemente, sono felice di vivere all’estero, di vivere fuori da un paese che non riconosco e non voglio riconoscere. Sono felice di aver aperto porte nuove alle mie figlie, non “costringendole” a vivere in un posto di cui ne io ne loro condividiamo gli ideali.
Oggi sono, come spesso mi è successo negli anni, colpita nel vedere che quella parte di italiani che vivono lontani sono allibiti tanto e quanto me, mentre di fronte al Duomo di Milano, i cori da stadio invadono l’aria, ed è tutta un’altra Italia. Due mondi che non potranno mai incrociarsi, e forse per questo tanti italiani decidono di non tornare indietro, di chiamare casa un estero qualunque! Lontano dagli occhi lontano del cuore, il paese va a rotoli, e forse l’unica soluzione è starne lontani.
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