Lisbona

Difficile trovare gli aggettivi giusti per definire questa città. Lisbona mi ha letteralmente conquistata, mia ha avvolta con la sua atmosfera, i suoi scorci, i suoi colori. 

È stato un weekend splendido, scaldato da un sole più che primaverile. Un weekend rilassante e intenso nello stesso tempo. Rilassante perché ci siamo lasciati avvolgere da un’atmosfera vacanziera. Intenso perché abbiamo camminato tantissimo, in quel saliscendi continuo che sono i suoi vicoli, volevano visitare, scoprire, e ci siamo riusciti.

Ci siamo focalizzati sulla città, i dintorni li teniamo per un’altra volta. Questo assaggio mi ha fatto venire voglia di scoprire molto, ma molto di più di questo paese, ricco di storia, di bellezze, di profumi.

Il nostro hotel è stato la base perfetta per partire alla scoperta della città, praticamente sempre a piedi.

Due giorni o poco più non sono mai sufficienti per capire una città, ma ci danno comunque il tempo di coglierne i contorni, e anche di darci la voglia di approfondire in futuro, di andare oltre i fondamentali.

Chiado, Baixa, Barrio Alto, Alfama con i suoi vicoli , il primo giorno. L’elevador di Santa Justa, dove abbiamo saltato la coda lunghissima salendo a piedi, per godere di una vista incredibile sui tetti della città, una delle tante viste incredibili devo dire. Da qui siamo scesi verso Paraça de Comercio per poi prendere la direzione del Castelo São Jorge. Prima di arrivare al Castello ci siamo fermati al Sé Patriarcal e al Miradouro de Santa Luzia, con vista sul Tage e sui tetti del quartiere di Alfama.

Il Castello è costruito sulla più alta collina di Lisbona e domina dall’alto il quartiere di Alfama. Bellissime le terrazze del parco con olivi e pavoni che pavoneggiano per la gioia dei turisti. Si cammina lungo le mura e si gode di ogni angolo della città, dall’alto.

Per arrivare avevamo l’opzione del tram, il famoso tram di Lisbona che sognavo di prendere, ma nel quale non siamo riusciti a salire perché la coda era lunghissima. Diciamo che non eravamo i soli turisti ad aver scelto Lisbona come meta in questo weekend di aprile!

La cattedrale risale al XII secolo e mantiene, nonostante le molteplici ristrutturazioni, un aspetto da castello fortificato con le sue due torri. Degli scavi hanno messo in luce una strada romana che passava proprio sotto la chiesa.

Dal Castello poi abbiamo girato un o’ a caso nei vicoli, salendo e scendendo scale, fino ad arrivare al fiume e ritornare poi verso Chiado, nella zona un po’piu commerciale e da qui fino al Miradouro de São Pedro de Alcântara, e una nuova super vista annessa e connessa.

Ovviamente in tutto questo camminare una bella pausa per un ottimo Pasteis de Nata da MANTEIGARIA (Rua do Loreto 2,) e un sorsetto di ginja in un Ginjinia. Liquore di ciliegie di cui mi sono comprata una bottiglia da portare a casa!

Il secondo giorno giro a Belém con visita dello strepitoso Mosteiro dos Jerónimos, patrimonio mondiale dell’Unesco, imperdibile. Il Monastero venne miracolosamente risparmiato dal terremoto del 1775, e si presenta in tutto il suo splendore. Costruito nell’arco di un secolo su volere del Re Manuel I grazie alle immense ricchezze garantite allora al Portogallo dalle colonie e dall’oro provenente dal Brasile. Il chiostro ci ha letteralmente stregati. Unico punto negativo l’organizzazione: si fanno i biglietti online ad orario e poi ci si ritrova comunque in una coda lunghissima….

Ci era stato consigliato di visitare sempre a Belém il  MUSEU DE MARINHA (Museo della Marina) e il Museu dos Coches (il Museo dei calessi), ma il tempo era troppo bello e caldo per chiuderci dentro ad un museo e abbiamo preferito rimanere all’aria aperta. Lunghissima passeggiata lungo il fiume dalla Torre di Belém fino verso il Museo MAAT e poi in direzione centro città.

La passeggiata è piacevolissima. Ci sono diversi bar e ristoranti, tantissime barche a vela che, con il ponte alle sue allure di Golden Gate, ci ha regalato sensazioni da San Francisco con annessi e connessi ricordi del nostro veleggiare sula nostra barchetta.

Siamo tornati verso Praça de Comercio godendo dell’animazione ad ogni angolo del lungo fiume, non in uultimo proprio sulla piazza con un enorme palco allestito per i concerti. Pausa pranzo con polipo alla portoghese, vista fiume, sole caldo.

Non c’è stato nel nostro girovagare un angolo che non ci sia piaciuto. Un angolo che non meritasse una foto, uno scorcio che non ci facesse dire “che bello“. Praticamente ogni passo era un fermarsi a contemplare, ammirare, fotografare.

Per costruire il nostro itinerario ci siamo affidati ad un misto di consigli di un conoscente locale e alla nostra infallibile Guide du Routard, che come sempre non delude.

Il nostro conoscente ci aveva consigliato un Rooftop per l’aperitivo, che purtroppo era chiuso per lavori, Hotel Chiado Rooftop, nel quartiere del Chiado. Ci siamo allora fidati della guida e siamo finiti in un altro sorprendete rooftop, a quanto pare uno dei posti in voga Park Rooftop. Il locale è sopra un parcheggio, animazione garantita, ottimi cocktail, musica e super vista, ovviamente.

Per colazione/ brunch segnalo: Seventh, molto molto carino con ottime combinazioni dall’English Breakfast all’avocado con chorizo.

Fauna & Flora in Rua da Esperança 33, anche qui ottima colazione/ brunch in un ambiente piacevolissimo. In entrambe i posti, come ovunque a Lisbona, ottimo caffè espresso, quasi migliore che in Italia. Per caffè segnalo anche Café Marzano in largo Raphael Bordalo Pineheiro, tra l’altro carinissima piazzetta con tavolini all’aperto.

Ristoranti: promesso a pieni voti Boubou’s della chef franco portoghese Louise Bourrat . Premetto che la seguivo da tempo e che avevo di conseguenza prenotato il ristorante ancor prima di prenotare il volo per Lisbona, tanta era a voglia di provare la cucina della vincitrice di top chef France. Bella scoperta. Piatti deliziosi con un twist particolare. Palma d’oro al ceviche di patata dolce e dulce de Lecce, e al dessert cioccolato aglio nero tartufo.

Ottima esperienza anche a Time Out, (Mercado da Ribeira)mercato coperto con diversi stand, tra cui quelli di alcuni chef portoghesi che propongono la cucina locale con accenti moderni. Noi abbiamo provato e apprezzato gli assaggi vari proposti nel corner della chef Marlene Vieira.

Non provati ma consigliati e da tenere in serbo per il prossimo giro invece segnalo a Principe Real Tapisco e Cevicheria

In zona Belem Sud, lungo il fiume. Feitoria ristorante più sofisticato. Nikkei, fusion asiatico. Nunes Real Marisqueria, pare uno dei migliori di pesce in città.

Verde Minho, una trattoria che serve tipica cucina portoghese

Hotel Lisboa Pessoa, anche questo con rooftop dove sorseggiare aperitivo..

Rispondi

Scopri di più da Come sopravvivere in giro per il mondo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere