Da sempre frequento dei book club, solitamente internazionali. Adoro lo scambio che si crea intorno ad un libro, quando lo sguardo che su di esso si posa è fortemente influenzato dal nostro background culturale. Le discussioni che ne nascono sono profonde e interessanti. Ognuno di noi legge un libro e ne coglie le sfumature filtrandole con la lente che la cultura nella quale ci siamo formati ci regala. Il confronto è incredibile.
La prima volta che mi sono trovata a leggere e discutere un libro in un ambiente multiculturale, vivevo in Giappone. Il gruppo di lettura era per metà costituito da giapponesi. Leggevamo moltissimi libri di autori giapponesi e altri di autori stranieri ma ambientati nel paese del Sol Levante. Era chiaro che il modo di percepirne i contenuti fosse molto diverso tra giapponesi e gaijin (straniere). Proprio questa differenza mi ha spinta sempre a cercare. Nei paesi successivi, book club che mi offrissero la stessa possibilità di scambio.
Oltre ai filtri diversi di lettura un altro elemento che mi spinge verso i book club internazionali, è la scoperta di autori magari meno noti a me come Italiana, ma ben noti nel loro paese di origini. Aprirsi a nuovi orizzonti letterari è estremamente stimolante.

Come sempre nell’ultimo mese ho letto tanto. La scelta di libri che mi sono « imposta » o che i book club dei quali faccio parte mi ha imposta, mi è molto piaciuta.
Dopo questa lunga premessa vi invito a leggere:
Dalla Corea lo strepitoso Pachinko della scrittrice coreano americana Min Jin Lee. Un tuffo nella storia della Corea attraverso la vita di una famiglia costretta a migrare dalla Corea al Giappone con tutte le difficoltà nell’essere considerati cittadini di serie B. Un libro appassionante, da cui tra l’altro è nata una serie.
Della stessa autrice e su tematiche sempre legate all’integrazione dei coreani, ma questa volta negli Stati Uniti , Free food for millionnaires. Le difficoltà dell’integrazione attraverso il personaggio principale: giovane coreana cresciuta in US che si trova a dover fare i conti con le pressioni che la società coreana all’interno dell’americana le impone. Un bello spaccato culturale in una New York vivace e in perenne movimento.
Frutto invece di un lavoro a 4 mani di due autrici , Marie Benedict e Vittoria Christopher Murray, il romanzo storico The Personal Librarian. Il libro racconta la storia, per nulla romanzata della bibliotecaria che ha gestito e sviluppato la collezione personale di J.P.Morgan. Belle de Costa Greene, una donna che ha saputo con successo imporsi agli inizi del novecento, non solo come donna ma anche come donna afro americana. Uno spaccato su una società animata dalle discriminazioni razziali, in cui per avere successo Belle ha vissuto negando le sue origini, vivendo come se fosse bianca.
L’interessantissima tematica, fino a qualche giorno fa a me sconosciuta, del passing* è al centro del libro. Una tematica ancora oggi estremamente attuale e non solo quando si parla di colore della pelle.
Sempre una donna, e sempre in America ma negli anni 50, la protagonista del bellissimo Lessons in Chemistry di Bonnie Garmus. Un’altro spaccato sulla difficoltà delle donne di farsi largo in un ambiente puramente maschile.
Il tutto sottolineando quanto nell’America bigotta del dopoguerra fosse difficile vivere al di fuori delle convenzioni.
4 belle letture, con tantissimi spunti interessanti di discussione!
Racial passing occurs when a person who is classified as a member of a racial group is accepted or perceived (“passes”) as a member of another racial group. Historically, the term has been used primarily in the United States to describe a black or brown personne or of multiracial ancestry who assimilated into the white majorité to escape the legal and social conventions of racial ségrégation and discrimination ( da Wikipedia)
Rispondi