Fermarsi per sempre o continuare ad andare?

Da quel mese di agosto del 2017 tantissime cose sono cambiate, i nostri progetti hanno preso forma e le nostre ragazze hanno tutte preso il volo, siamo ufficialmente degli empty nester, e stiamo affrontando con entusiasmo anche questo nuovo challenge, una sorta di nuova avventura da vivere in coppia, osservando da lontano le nostre third culture kids, muovere i primi passi in città nuove che anche loro nel frattempo hanno imparato a chiamare casa.So che non si fermeranno dove sono adesso e forse non ci fermeremo neanche noi perché quando si incomincia a viaggiare, a muoversi e ad installarsi in posti nuovi, è difficile decidere di fermarsi per sempre….

person holding world globe facing mountain

Questa è una delle frasi conclusive della versione aggiornata del mio libro uscito in inglese a maggio.

So che non si fermeranno per sempre in un posto e so che forse non ci fermeremo neanche noi: oggi rileggendo mi sono messa a riflettere.

Sono passati oltre cinque anni dal nostro ultimo spostamento. 5 anni e oltre in un posto mi sembrano quasi decenni. Sono felice dell’equilibrio raggiunto, dei punti di riferimento acquisiti. Sono felice per quel senso di sicurezza che questa città mi regala. Mi sento a casa. Ma per assurdo sull’altro piatto della bilancia mi manca quell’adrenalina del cambiamento. Mi manca l’eccitazione che precede una partenza, l’ansia che accompagna un’atterraggio.

Faccio fatica a pensare che il nostro itinerare abbia un punto finale. Non riesco a immaginare le mie figlie ferme per il resto delle loro vite in qualche angolo di mondo. Sarà che questo modus vivendi, questo cambiare continuo, non ci è mai pesato, anzi. Abbiamo sempre vissuto una nuova sfida con l’entusiasmo e l’ottimismo necessari per farla diventare un’avventura incredibile. Abbiamo sempre vissuto pronti a saltare su un’occasione, ogni nuova avventura è linfa.

Mi sono spesso chiesta come sarebbe vedermi fissa e radicata in un posto, senza più all’orizzonte un progetto che possa farci muovere ancora e ancora. Non trovo risposte e dentro di me, almeno per ora, il solo concetto di fermarmi quasi mi spaventa.

Spesso ci chiedono dove sarete da vecchi, sorridiamo incapaci di immaginarci in un posto solo. Siamo vaghi nelle risposte, e solo chi è animato dal nostro stesso fuoco, capisce la difficoltà del posare le valigie per sempre.

E per I nostri figli, come sarà? Cercheranno quella stabilità che in un certo senso gli è mancata, o tenderanno a riprodurre il modello che conoscono, cioè il nostro, trascinando compagni e famiglia in un eterno girovagare?

Sono curiosa. Sono veramente curiosa di vedere cosa succederà. Saremo capaci noi di ritrovarci stabili e a trovare in questa stabilità una ragion d’essere e saranno capaci loro a conciliare la voglia di andare con le sfide che la vita metterà loro davanti?

Esperienze?

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