Ed eccomi qui, da qualche parte tra Londra e Stoccolma, volo a casa, lasciandomi alle spalle dei pezzi di cuore.
Ho impacchettato una settimana di ricordi e come sempre ho ripreso il volo. Ho disposto ordinatamente le immagini e le parole che hanno riempito questi ultimi sette giorni nella scatola dei ricordi.
Parigi, Londra, un susseguirsi di momenti, di persone. Ho abbracciato le mie ragazze, separatamente e insieme, le ho respirate a fondo come ho imparato a fare negli anni, da quando so che devo godere di loro intensamente e per poco.
Come sempre vorrei avere più tempo, dire di più, fare di più, come sempre il tempo sfugge e ci si ritrova di nuovo a salutarsi.
Parigi e Londra mi hanno accolta animate, caotiche, insomma come devono essere e non sono state per oltre due anni. Si percepisce ovunque la voglia di godere al massimo di una libertà riconquistata. La vita ha ripreso il suo ritmo.
Decollare e riprendere la via di casa provoca sempre una piccola fitta al centro del petto, gli occhi si annebbiano sempre un po’. Sono anni che succede, che mi succede, da quando ho imparato a salutare le mie ragazze con un sorriso sereno stampato sul viso, per poi appoggiare la fronte all’oblò di uno dei tanti aerei dai quali ho osservato una città diventare piccola e impercettibile.
Questo strappo continuo e sempre un po’ doloroso fa parte però di questa vita che ci siamo scelti che ci ha disposti sparpagliati per darci la possibilità,forse, di goderci meglio, intensamente, senza mai annoiarci.







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