| Loro tre, anzi 4, con in mano l’annuncio che avevano accettato l’offerta e saremmo partiti. |
10 anni fa eravamo pronti a lasciare nuovamente la Francia dopo due anni e mezzo dal nostro rientro in Europa dopo l’esperienza asiatica. C’era nell’aria un ritorno in india, accolto da tutti in famiglia con grande entusiasmo. A sovrapporsi però a quella che sembrava ancora ai primi di gennaio una scelta scontata, ecco arrivare un’allettante proposta in California, seguita rapidamente da un giro di perlustrazione in Silicon Valley, tanto per renderci conto. E così ai primi di febbraio eccoci a dover prendere una decisione estremamente complicata. Se sulla carta decidere il far rotta ad ovest anziché ad est, poteva sembrare un dettaglio di poco conto, nel concreto invece il peso era tutt’altro. Non ho mai fatto mistero della mia reticenza a soccombere al sogno americano, delle mie paure nello sbarcare nella baia di San Francisco e della mia chiare e netta preferenza verso una ripartenza a Chennai. Quest’ultima mi permetteva di riprendere in mano i miei progetti in modo concreto, di sognare alla grande per la mia piccola avventura imprenditoriale iniziata anni prima in India, insomma corrispondeva a quello che credevo fosse la cosa migliore per me.
Ma quando si parte in famiglia il cosa è meglio per me non esiste, esiste il cosa è meglio per noi, semplicemente.
Ho passato un paio di notti insonni tra la voglia di far prevalere un po’ di sano egoismo e quella di far “vincere” il benessere di tutti. Mi sono ripetuta come mantra per giorni che alla fine nei precedenti 15 anni avevo sempre messo il nostro equilibrio familiare in primo piano, perché non continuare a farlo? Sembra semplice ma non lo è.
Tanti espatriati si trovano a fare i conti con gli stessi dubbi, solo cosi pare si riescono a tirar fuori le scelte migliori, per scegliere alla fin fine ci si deve tormentare un po’!
Mi sono svegliata una domenica mattina e guardando mio marito negli occhi ho detto: andiamo, andiamo in America, andiamo a Palo Alto, la scelta è definitiva, non parliamone più. Lui mi ha solo chiesto: sei sicura? Anche perché ancora la sera prima il mio NO sembrava forte e chiaro.
Perché ho cambiato idea in 12 ore? Perché mi sono resa conto che sul piatto della bilancia la mia India non avrebbe potuto competere nel lungo periodo su quello che la Silicon Valley ci avrebbe regalato. Perché ho capito che andare ad ovest anziché ad est avrebbe avuto delle conseguenze molto più positive per il futuro nostro e delle nostre ragazze. Perché la strada più semplice era partire verso qualcosa che già conoscevo, l’India, ma che alla fine adoravo l’idea di rimettermi in gioco al 100%.
E cosi il nostro mese di febbraio di 10 anni fa si è trasformato in un mese di preparativi, Paolo infatti una volta date le dimissioni non avrebbe dovuto aspettare i canonici tre mesi, dovendo comunque partire in India a marzo e non partendo più, la società per cui lavorava gli ha concesso di andarsene ai primi di marzo, il che voleva dire una partenza per lui nel giro di poche settimane, e per noi un periodo abbastanza lungo con un oceano e più di mezzo.
È vero che da quella mattina in cui mi alzai per dire un SI definitivo alla nostra partenza verso gli States, non ho più rimesso in dubbio la mia decisione, il che non vuol dire che nei mesi precedenti la partenza mia, delle ragazze e della micetta, io fossi serena e felice. Ero tormentata, spaventata e con mille interrogativi, tutto nella norma insomma.
Adesso 10 anni dopo, alla luce dei nostri splendidi anni americani e di quello che ne è conseguito in termini di esperienze, opportunità, incontri, posso dire che mai scelta fu migliore. Certo allora fu un vero salto nel vuoto, forse il più grande che abbiamo mai fatto, abbiamo scommesso su un’avventura, su un progetto professionale, avremmo potuto sbattere la faccia, atterrare di brutto, e invece siamo stati tenaci ed è stata una scelta vincente.
Non è mai facile scegliere di partire, di cambiare vita, di mollare tutto, di chiudere porte e impacchettare ricordi, non è facile ma è entusiasmante, estremamente entusiasmante e la scarica folle di adrenalina che ogni cambiamento ci regala, compensa tutto lo stress!
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