Fantasticando

C’ è un sano piacere nel riprendere a viaggiare. Per me l’aeroporto con la sua varia umanità che si incrocia per qualche istante e poi va, ha sempre ispirato. Mi metto a fantasticare e costruisco storie, mi piace pensare dove la gente stia andando, cosa li spinga a partire. Mi piace immaginare l’emozione di un incontro al capolinea del viaggio, o il dolore di uno strappo al decollo. L’aeroporto è luogo di abbracci e occhi che non di mollano. Sono mani tese che non vogliono allontanarsi e braccia che si stringono pronte a ritrovarsi. Mi emoziona. Tanto poco mi piace volare, tanto invece adoro questa sensazione di vita nel suo mescolarsi che un aeroporto mi regala.

Ho accompagnato Camilla sabato , ho accompagnato i suoi occhi fino al passaggio della security, ho visto il suo sorriso celato dalla mascherina, mischiato con quel piccolo senso di angoscia che accompagna sempre un saluto.

L’aeroporto ha preso vita di nuovo e nel mio esercizio di immaginazione, questo aiuta. Prima di separarci abbiamo bevuto un caffè osservato il vicino di tavolo che in pochi secondi si è tirato giù una birra, alle nove del mattino fa riflettere. Poco più in là un’altro signore si è mangiato a carovana, due panini e una quiche con insalata. Come mai una birra presto al mattino? Per darsi la carica per un viaggio difficile? Perché tanto appetito? Forse un volo di notte appena atterrato o l’ultimo boccone di sapori di casa prima di un viaggio che porterà lontano per un po’.

Tante le vite che si intrecciano tra atterraggi e decolli, vite che fanno riflettere e fantasticare. Adoro. 

E questo passaggio descrive bene cosa provo:

“ Faye loved airports. People from all corners of the globe passed by un a steady stream. Every now and then, she caught a word in a language she didn’t recognize. Parents telling off their kids, carrying them, encouraging them, shouting at them. There was an air of expectation. People were going to see their loved ones again or finally take a couple of days holiday after months of toil.” Silver tears, Camilla Lackberg.

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