52 candeline.

Incredibile, 52 anni. Travolta dai messaggi, dall’affetto di amici vicini e lontani, dall’amore delle mie ragazze e di Paolo, persino la micetta non mi molla di un metro guardandomi con occhi adoranti ( vuole cibo ma mi illudo che il suo sia amore).

52 anni fanno un po’ impressione. Sono passati velocemente e si sono susseguiti belli e intensi uno dietro l’altro, mai uguali, mai noiosi, sempre ricchi di mille scoperte, tra sogni e molteplici conquiste.

Mi chiedo ogni tanto come sarebbero stati se avessi fatto scelte diverse, se anziché decidere di partire da certi posti fossi rimasta dov’ero, se anziché prendere certe decisioni ne avessi prese altre, se anziché cogliere sempre al volo nuove sfide mi fossi accontentata di quello che il presente mi offriva. Non lo saprò mai, ma sono felice di aver riempito questi 52 anni di tante cose stupende, di mille scoperte, di avventure intense, non mi sono mai annoiata. Sono passati in fretta però, troppo in fretta. Il tempo vola ed è vero, ci sfugge di mano, e non lo dico con nostalgia, è una semplice constatazione. I mesi si susseguono e così gli anni e per tante cose mi sembra ieri.

Mi sembra ieri quando arrivavo in cucina pedalando seduta fiera nella macchinina rossa e la parcheggiavo con attenzione, per poi risalirci e riprendere a pedalare veloce lungo un corridoio che mi sembrava senza fine e che pian piano, anno dopo anno, diventava meno lungo.

Mi sembra ieri quando scorrazzavo in bici tra il cortile e i giardini, quell’infanzia leggera di noi bambini cresciuti a cavallo tra gli anni settanta e gli anni 80.

Mi sembra ieri quando giocavamo per ore tra fulmine, rialzo e mondo, e poi le mamme si affacciavano al balcone per farci un segno che era l’ora di tornare a casa, l’ora dei compiti, della merenda con le fette di pane e marmellata, l’ora di Happy days e Starsky e Hutch, quando con mia sorella litigavamo per chi si alzava ad alzare il volume della TV.

Mi sembra ieri le prime scoperte, quando giocavamo a bottiglia le gambe incrociate, il cuore che batte.

Mi sembra ieri le prime feste, le prime sbronze, quei primi amori, l’adolescenza che ti opprime e la voglia di crescere.

Mi sembra ieri la prima volta che ho visto Paolo, così ciao ciao, ci presentiamo, e chi l’avrebbe detto che poi non ci saremmo più lasciati.

Mi sembra ieri gli anni di università, le serate a rifare il mondo, le feste a 

Balissero, gli amici di sempre che ci sono ancora, avevamo vent’anni.

Mi sembra ieri quando abbiamo deciso di sposarci, tutto da costruire, le notti a sognare come sarebbe stato.

Mi sembra ieri quel primo test di gravidanza, la gioia, lo stupore, Federica tra le mie braccia, quella sensazione di amore assoluto che si prova solo quando si stringe in braccio un figlio.

Mi sembra ieri quando leggevo le favole la sera e loro piccole e curiose ne chiedevano ancora e ancora.

Mi sembra ieri, seduta a Charles de Gaule in attesa del volo per Tokyo, una nuova vita, forse il vero inizio .

Mi sembra ieri ogni viaggio, ogni nuovo espatrio, ogni persona incontrata sul nostro cammino, ogni caffè preso, ogni decisione sofferta, ogni nuovo inizio, ogni porta da chiudere, ogni atterraggio.

Mi sembra ieri la paura di dover ricominciare, la scarica folle di adrenalina ogni volta che una nuova avventura si profila all’orizzonte.

Mi sembra ieri loro piccole, fragili, loro che crescono, le riunioni a scuola, le gite, i pic nic, il saggio di danza, la partita di softball.

Mi sembra ieri ogni nuovo progetto nel quale mi sono buttata con entusiasmo, anima e corpo.

Mi sembra ieri il dolore lacerante quando il mio papà ha chiuso gli occhi, la gioia infinita della prima volta in cui le mie bambine mi hanno chiamato mamma, la felicità nel vedere le ragazze realizzare i loro sogni, ed è solo l’inizio.

Mi sembra ieri, la strada percorsa è tanta, intensa, entusiasmante, un roller coaster di emozioni, come la vita deve essere.

52 anni e me ne sento sempre almeno 20 di meno, ho ancora tanti sogni che forse non realizzerò mai, e tutto sommato mi piace pensare che avrò sempre qualcosa che mi fa battere il cuore, qualcosa da voler raggiungere, l’emozione di scoprire, la curiosità per farlo.

Mi volto indietro con tenerezza, con orgoglio, non ho nostalgia, mi sono goduta tutto e continuo a farlo, sono felice dove sono adesso, ho qualche rimpianto, più forse per non aver sempre saputo godere del momento, con quella frenesia assurda di fare, di costruire, di vivere, ma va bene così. Gli anni accumulati regalano saggezza, il privilegio di poter rallentare ogni tanto e sicuramente la capacità di godere di più di ogni singolo istante, regalano anche meno autocritica, si diventa molto più tolleranti con se stessi, meno con gli altri, ma questa è un altro storia!

Buon compleanno a me!

Una risposta a “52 candeline.”

  1. E buon compleanno a te. ciao roby

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