L’Italia che ci piace.

Non sono una persona particolarmente nazionalista, questi 25 anni all’estero mi hanno regalato orizzonti più ampi che quelli legati solo al mio paese di origine. Ho radici profonde che mi legano all’Italia, ma anche tante altre sparpagliate che ho ben ancorato nei paesi in cui ho vissuto e che si mischiano tra loro. Ho una cultura che appoggia solidamente su quella del mio paese, ma che nel tempo si è arricchita con quella degli altri miei paesi, ne vado orgogliosa, della prima e di tutte le altre. Penso e sogno in italiano, ma non solo, penso e sogno anche nelle altre lingue che sento mie, che fanno parte del mio quotidiano, le mischio allegramente quando le utilizzo in quella simpatica babele che è la mia famiglia.

Non cerco particolarmente il cibo italiano, ma quando atterro in Italia ne approfitto e al mercato e al supermercato i primi giorni mi brillano gli occhi. Cucino piatti di tutto il mondo, ogni tanto però coccolo i miei ospiti stranieri con qualcosa di unicamente italiano, e mi rendo conto che la semplicità della nostra cucina, con sapori schietti e genuini è nel cuore di tutti.

Ho cresciuto le mie figlie come cittadine del mondo, infatti non credo che il loro essere italiane, al di la del passaporto, sia qualcosa che sentono in modo particolare, ho cercato però di dar loro una solida cultura italiana a 360 gradi, da piccole cantavano a squarciagola lo Zecchino d’oro, adesso Fedez, e Federica prepara le lasagne migliori che io abbia mai mangiato, neanche la tipica nonna del sud ci metterebbe tutto l’amore che ci mette lei.

Non sono patriottica e non penso che il mio paese sia il migliore, quello in cui si vive meglio, in cui si mangia meglio, con gli uomini più fighi e le donne più eleganti, con il sistema educativo superiore a tutti gli altri. Sono  obiettiva, amo con limiti e difetti.

In questa estate 2021 però sono particolarmente fiera di essere italiana, e lo sono perché  per 18 mesi, da lontano, ho visto soffrire il mio paese, l’ho visto abbattuto e sopraffatto, l’ho visto rialzare la testa, provare a ricostruirsi, spaventato e ferito. E poi sono arrivati gli Europei di calcio, e sarà stupido, ma tutti ci siamo sentiti parte di questa vittoria, ci voleva, ci siamo detti, ci voleva proprio. E poi sono arrivate le Olimpiadi, le Olimpiadi meno amate della storia, tutti ci dicevamo perché non annullarle, vista la situazione globale, ma alla fine nonostante le giuste proteste dei giapponesi, ecco le gare susseguirsi, ecco lo sport riprendere il sopravvento regalandoci vita, entusiasmo, sorrisi. Ed ecco la nostra Italia salire sul podio, una medaglia, due, tre,fino a 40 , una dietro l’altra, oro, argento, bronzo, l’inno di Mameli che risuona sotto il cielo di Tokyo, la nostra bandiera che sventola davanti al mondo. Guardando la staffetta 4X100 mi sono venute le lacrime agli occhi, mi sembrava non solo che corressero 4 uomini verso la vittoria, ma un paese intero, il nostro, verso un traguardo ancora più importante, la rinascita. Noi italiani siamo così, cadiamo, tocchiamo il fondo, e poi siamo capaci di rialzare la testa, siamo un paese piccolo, con un cuore immenso e la voglia di farcela, grande Italia.

Rispondi

Scopri di più da Come sopravvivere in giro per il mondo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere