Il Primo Ministro svedese parla alla nazione: la responsabilità individuale per il bene comune.

Sono mesi e mesi che la Svezia agisce, decide, affronta la pandemia in modo totalmente diverso dal resto del mondo. Sono mesi e mesi che se ne frega allegramente degli occhi del mondo che ne scrutano ogni errore, sono mesi e mesi che snocciola i suoi numeri senza drammi, sono mesi e mesi che prosegue sulla sua linea, senza curarsi assolutamente dello sguardo inorridito dei vicini scandinavi e dei paesi intorno che si chiudono a riccio.

Ha un idea, un piano d’azione e ha almeno il pregio di proseguire coerentemente sulla sua linea, aggiungendo pian piano piccoli dettagli.

Le restrizioni svedesi, come ho più volte spiegato, arrivano sotto forma di raccomandazioni, da leggere però in chiave molto più severe. Qui quello che viene raccomandato è in realtà un qualcosa da interpretare come restrizione, il che ovviamente lascia spazio a sfumature interpretative. Da settimane le raccomandazioni si susseguono a ritmo sostenuto e la città si veste nuovamente di contorni tristanzuoli, poca gente in giro, mascherine che aumentano, negozi vuoti.

Ieri sera conferenza stampa del primo ministro Stefan Löfven

C’è un momento nella vita in cui si ha l’impressione che un’ora abbia più di 60 minuti, quando le settimane scorrono lente e attualmente, sfortunatamente, stiamo vivendo uno di quei momenti. Le serate si assomigliano e le cose belle dell’inverno quelle che aspettiamo, le feste, i viaggi, sono annullate. Non è passato neppure un anno da quando la Svezia ha classificato il COVID 19 come una malattia socialmente pericolosa e il tempo prima del covid sembra ormai lontano.

Il nostro obiettivo è stato per tutto questo tempo di appiattire la curva, ridurre la diffusione del virus, ma adesso abbiamo la netta impressione che la situazione peggiori. Dobbiamo continuare con perseveranza, ogni persona deve seguire le raccomandazioni che non sono delle semplici suggestioni, ma sono le cose che devono essere fatte.

Ci sono tante persone che continua a fare le cose giuste, tante che mantengono le distanze, che declinano inviti alle feste, che forse addirittura fanno notare ai loro amici i comportamenti non corretti. Tanti di voi, tanti di noi, stanno facendo la loro parte, tanti altri no. Tanti ignorano tutto, compresi i rischi. Molte persone hanno incominciato a rilassarsi, tante persone pensano che una serata fuori non sia un problema, una giornata di shopping neanche, che la loro festa di compleanno possa andare, ma non si rendono conto che invece, sfortunatamente, questo fa la differenza.

Ogni decisioni che prendiamo nella nostra vita di tutti i giorni fa la differenza. Il comportamento di ognuno di noi, o il suo menefreghismo fa la differenza.

Nella situazione in cui siamo il governo ha deciso che nuove misure sono necessarie. Tra queste sarà vietata la vendita di alcolici dopo le dieci di sera nei locali, e questo fino al 28 febbraio.

Il governo continuerà a prendere decisioni per proteggere la popolazione, la vita, la salute e il lavoro, ma tutti noi dobbiamo prendere le nostre responsabilità per arrivare al risultato finale. Ognuno di noi

Ecco questo il discorso ieri sera, non imposizioni ma responsabilità, perché questo è fondamentale, dovrebbe esserlo sempre. Ognuno deve decidere nel rispetto del bene comune.

E vietare l’alcol in Svezia vi assicuro è veramente un passaggio importante e denso di significato. Sarà un inverno lungo e alle 22 tutti a secco, senza neanche poter annegare le nostre paure in un bel bicchiere di vino! 

Una risposta a “Il Primo Ministro svedese parla alla nazione: la responsabilità individuale per il bene comune.”

  1. Salve Giulietta,qual è il senso di raccomandare e non vietare? Perché lasciare al cittadino la scelta se poi comunque si dice che le raccomandazioni sono in realtà le cose da fare? Mi sembra un controsenso e non ne capisco l’utilità.

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