Adoro la Svezia, adoro Stoccolma, da subito mi sono trovata bene nonostante il freddo e le giornate corte d’inverno. Come nei posti precedenti ho saputo adattarmi, ho assorbito senza grandi traumi le piccole differenze che ovviamente saltano all’occhio, lo shock culturale è stato leggero. Forse con il tempo e al ritmo del susseguirsi delle nostre avventure sono diventata di bocca buona e di facile adattamento. Tutto mi va, alla fine so che sono io a dovermi adattare, non è il mio paese ma il paese che mi accoglie, quindi tocca a me lo sforzo per sentirmi bene.
Ovviamente però certi atteggiamenti, dettagli, abitudini non mie saltano all’occhio e ogni tanto mi fanno strabuzzare gli occhi ( e saltare i nervi)
Cosa proprio non sopporto?
In primis di sicuro il customer service, praticamente inesistente. Sapete perché? Gli svedesi odiano il conflitto e odiando il conflitto non protestano, quindi perché sforzarsi ad essere gentili con i clienti quando questi non protesteranno, non alzeranno la voce, non pretenderanno un servizio adeguato? Non serve. Allora il servizio offerto è veramente di base, l’attesa al telefono eterna, l’attesa per ricevere a casa i prodotti ordinati, infinita. Sembra che qui tutto ciò che si ordina abbia un tempo di attesa pari o superiore alle otto settimane, che sia il divano nuovo o la riparazione, assurdo.
Per un tecnico che venga a riparare la super tecnologica placca ad induzione devo aspettare due settimane, due lunghe settimane… esito sul comprarne direttamente una nuova, confido poco nella riparazione ma so anche che tra l’ordine e l’installazione di una nuova i tempi rischiano di essere eterni.
Diciamo che per me è difficile non perdere la pazienza di fronte ai tempi biblici e alla calma assoluta della persona che ti sta davanti e che dovrebbe fare in modo che il cliente sia sempre felice!
La posta. Odio gli uffici postali, il servizio di post nord è talmente mediocre che quasi quasi le poste italiane vincono nel confronto. Per carità i pacchi partono e arrivano rapidamente, ma ad esempio nessuno neanche sotto minaccia te li consegnerà mai a casa, il postino non farà mai lo sforzo di suonare alla tua porta, di prendere l’ascensore per salire al piano e consegnarti il tuo pacco come dovrebbe fare. Sempre ma dico sempre tu sei lì ad aspettare il pacco, praticamente attaccato alla porta di casa, al citofono e ricevi un laconico messaggio: abbiamo provato a consegnarti un pacco, ma tu non ci sei e allora vieni all’ufficio postale. E poi ci si chiede perché Amazon non esista in Svezia, la comodità del ricevere il pacco a domicilio svanisce con la pigrizia del postino.
Al di là della posta comunque le consegne a domicilio lasciano veramente a desiderare, nei tre quarti dei casi le cose vengono consegnate si ma mai a casa, lasciate sul marciapiede e non parlo di pacchettini, ma di cose grosse, divani, mobili, insomma cose che poi tu li per li non sai come portati in casa, e neanche tanto li per li, di solito queste cose enormi arrivano sempre quando Paolo è appena partito in business trip e io poveretta mi ritrovo a mendicare l’aiuto dei vicini.
Stendiamo un velo pietoso.
Passando alle cose serie invece, se customer service e consegna pacchi potrebbero forse migliorare con un po’ di buona volontà, ci sono invece cose legate alla mentalità radicata che difficilmente potranno in breve modificarsi.
Il controllo sociale o meglio la società che si sostituisce all’individuo per controllarne i comportamenti, la società che decide al posto mio e non lascia agli individui la possibilità di agire secondo la propria coscienza.
L’alcool è argomento delicato nel nord Europa, anche se a mio avviso non si beve più qui che altrove, ma lo si fa in modo sbagliato, convinti che alla fin fine sia lo stato a dover stabilire quando e quanto beviamo. Per chi non lo sa in Svezia l’alcol è monopolio di stato ed è venduto soltanto in negozi statali che si chiamano Systembolaget. L’alcol, che sia vino, birra e super alcolici, si compra qui dal lunedì al sabato, alle tre del pomeriggio, dopo impossibile, perché come si sa il week end si rischia di degenerare e allora si chiude presto così pensano di mettere un freno a certi abusi. Ma non solo. Se si può bere a 18 anni non si può comprare alcolici fino a 20 e in certi locali non si può entrare fino a 23. Ma peggio omini appositi davanti ai locali possono decidere che li tu non entrerai perché secondo loro hai già bevuto a sufficienza e ritengono che tu individuo adulto non abbia la capacità di decidere quando e quanto bere. E non parlo di adulti o ragazzi in coma etilico portati a braccia dagli amici, ma persone assolutamente in sé, arbitrariamente designate come già sbronze. A parte la difficoltà di accettare che qualcuno decida per me con un semplice colpo d’occhio, mi dico ma perché ci si sostituisce alla scelta individuale, scavalcando l’individuo stesso e imponendo una regola assurda?
Le regole gli svedesi seguono le regole, fantastico, bellissimo, quasi affascinante per chi arriva da un paese come l’Italia in cui sono in tanti a fare i furbetti per bypassare le regole. Ma c’è un ma, ogni tanto ci vuole un po’ di elasticità, si deve essere capaci di affrontare l’imprevisto, di andare oltre ciò che è scritto nel libretto d’istruzioni, di adattarsi alle situazioni trovando soluzioni che non si applicano a tutti, ma che possono essere perfette in certe situazioni. Ecco gli svedesi sono molto in difficoltà se non è tutto scritto nero su bianco, se non seguono step by step un processo, se sono obbligati a saltare un passaggio, inventarne uno nuovo, uscire fuori dal sentiero tracciato … aiuto sono persi!
Paese che vai stranezze che trovi.
Nelll’ordine comunque mi sono già incazzata con diversi customer service, ho fatto una piazzata alla posta per cui credo non si siano più ripresi, ne ho dette quattro agli omini della sicurezza di un locale che ritenevano mia figlia, assolutamente sobria, talmente ubriaca da non farla entrare, e ho cercato di convincere più di uno svedese che okay tutti abbiamo delle regole ma se ogni tanto si valutano le cose caso per caso con un po’ di elasticità, saremmo tutti più sereni…. che dite mi cacceranno?
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