Eccoci alla fine di questo 2019, bello, intenso, stressante, come molti precedenti.
Abbiamo festeggiato il suo arrivo tutti e cinque insieme negli Emirati Arabi, gustandoci i suoi primi giorni nello splendido Oman. Lo chiudiamo in una fantastica isola del Belize, saremo solo in quattro, perché quando i figli crescono va così, arriva il momento in cui i loro impegni li tengono lontani dai nostri momenti di relax, ma va bene lo stesso.
I primi sei mesi di questo 2019 che stiamo per lasciarci alle spalle, sono stati intensi e psicologicamente impegnativi, è così quando ci si lancia in un progetto che di colpo si trova al giro di volta. Mi sono resa conto in quei lunghi mesi come il progetto professionale di Paolo fosse ormai diventato un progetto che psicologicamente coinvolgeva tutta la famiglia, forse troppo, ma forse anche inevitabilmente. Lanciarsi in qualcosa di così grande come Northvolt ha assorbito in modo diverso le energie di tutti e cinque, noi quattro siamo state silenziose spettatrice, fondamentali spettatrici.
Da giugno in poi lo stress è un po’ diminuito, anche se siamo tutti consci che il futuro davanti a noi ne sarà ancora per anni ampiamente costellato.
Il 2019 è stato intenso ma felice. È stato l’anno della brillante laurea di Federica, della partenza di Chiara per un semestre in Australia, delle grandi decisioni di Camilla per il suo futuro.
È stato l’anno in cui abbiamo consolidato amicizie a Stoccolma, in cui ho festeggiato i miei cinquant’anni circondata da vecchi e nuovi amici, in cui mi sono resa conto che un anno in più non vuol dire nulla, che quel cinque davanti ad uno zero non fa di me una persona vecchia, semplicemente una persona che ha un po’ di vita dietro le spalle e tanto da scoprire davanti. È stato anche un anno di perdite, di situazioni dolorose intorno a noi, quelle in cui ti senti impotente, quelle in cui vivere lontano fa un po’ male, quelle che ti fanno riflettere e sorridere alla vita ogni giorno.
Adesso tra poche ore festeggeremo un nuovo anno, dico una frase scontata ma mi sembra ieri quando abbiamo salutato il 1999 per tuffarci in questo 2000 tanto atteso. Sono passati 20 anni, già vent’anni. Lo apriremo così questo 2020, con i 20 anni di Chiara, seguiti a ruota dai 18 di Camilla. Rimanendo nei compleanni arriveranno in fretta i nove di Macchi e i 50 di Paolo.
Sarà di nuovo un anno intenso, lo so ne sono sicura. Sarà per noi un anno di grandi cambiamenti, Camilla prenderà il volo come le sue sorelle prima di lei e noi ci ritroveremo da soli, come 23 anni fa quando la mia pancia cresceva e cenavamo a lume di candela nel nostro appartamentino parigino. Sarà strano all’inizio essere di nuovo in due nel quotidiano, sarà strana una casa che non risuona di voci, che non rimbomba di passi. Sarà strano apparecchiare per due, cucinare per due, ritrovarmi spesso da sola, la sera, l’inverno svedese lungo e buio. Sarà bello però vederla andare, seguire i suoi sogni, diventare grande anche lei.
Il 2020 sarà il suo anno, la graduation, il suo senior trip, gli studi che da anni sogna di fare.
Il 2020 sarà anche l’anno del ritorno in Europa di Federica, sarà strano averla a due ore di volo, sarà strano andarla a trovare in un posto diverso da quella New York che per lei è casa da cinque anni. Ha deciso, ha accettato l’offerta per un master di due anni ad Oxford, era difficile dire di no.
E poi chissà cosa ci riserveranno questi nuovi 12 mesi, nuove sfide, nuove avventure, nuove conquiste. Abbiamo già in serbo progetti, viaggi, mille sogni sempre da realizzare, se si smette di sognare si smette di vivere e per noi sognare è il modo più bello per continuare a rimetterci in gioco.
Un decennio incredibile si chiude, abbiamo costruito la nostra vita in questi 10 anni in tre diversi paesi, lasciato un po’ di cuore in California, amicizie fantastiche a Saint Germain en laye. Le nostre ragazze hanno attraversato anni di formazione, elementari, medie, liceo, università. Hanno chiuso cicli scolastici in sistemi diversi, hanno incominciato in una lingua continuato in un’altra, sempre incredibilmente adattabili, resilienti, aperte e curiose.
E noi abbiamo fatto lo stesso, abbiamo accettato un susseguirsi di sfide, ci siamo ritrovati a combattere contro decisioni difficili, scelte folli, abbiamo messo a dura prova la nostra capacità di adattarci, alla fine ce l’abbiamo sempre fatta.
Il decennio che abbiamo davanti sono sicura ci darà ancora tantissime gioie, stimoli, quella quantità giusta di adrenalina che ci guida ormai da anni. Non ho fretta di vedere come sarà, ho voglia di godermelo ancora, mese dopo mese, anno dopo anno.
Buon 2020!

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