Natale in Svezia

Jul è il Natale in Svedese, julbord è il cenone o pranzo e di Natale,  che non si fa necessariamente a Natale, ma diciamo da fine novembre in poi ogni occasione è buona per ritrovarsi seduti a tavola in questo tripudio di cibarie varie che culminano con una quantità di dolci e caramelle da far impallidire la nostra coppia nazionale Panettone e Pandoro.
Ma cosa si mangia a Julbord? Le stesse cose che si mangiano a Pasqua e per il solstizio d’estate, uguali identiche e nella stessa sequenza chiara e precisa.
Premetto adoro la cucina svedese, la reinterpretazione che i giovani chef scandinavi riescono a fare utilizzando i quattro prodotti in croce della tradizione, trovo che Stoccolma a livello gastronomico offra tantissimo, ristoranti ottimi, che osano e che sanno veramente essere creativi, ma nelle feste canoniche, giustamente, si attaccano ai loro cavalli di battaglia ed eccoli quindi riproposti ad ogni occasione.


Le tavole natalizie sono organizzate un po’ ovunque nei ristoranti, si festeggia con gli amici, i colleghi, la famiglia, praticamente si arriva al cenone della vigilia già stremati!
Ma cosa si mangia?
I sapori locali ci sono tutti, dalle aringhe in veste varia, alle spezie sotto forme diverse.
Il tutto viene presentato sotto forma di buffet e da tradizione ci si deve servire sette volte con un ordine stabilito che parte dalle aringhe e arriva ai godis (caramelle e dolciumi vari)
Le aringhe pezzo forte della gastronomia svedese sono presentate in diversi modi e con diverse salse e costituiscono il primo assaggio nel pranzo natalizio. Le più piccole si chiamano strömming, e vengono pescate nel Mar Baltico, mentre le più grosse sill arrivano dal mare del Nord.

Il salmone crudo marinato, gravad lax. La marinatura è fatta con sale, zucchero, pepe e aneto, e lo si degusta accompagnato da una salsina spessa a base di mostarda, aceto, olio e di nuovo aneto. ( credo che la Svezia fosse nel mio destino da sempre… tanti anni fa le mie prime marinature di salmone erono proprio queste… poi sono andata a vivere in Giappone dove il pesce non richiedeva neanche marinatura, ma non c’entra nulla)
 Seguono uova sode,  una serie di terrine e piatti freddi tra cui tutta una serie di insalate, tra le quali hanno il posto d’onore quella di barbabietole e quella di cavolo verde.
Una volta aperto l’appetito si arriva alle cose serie, ecco il Julskinka il prosciutto di Natale che rappresenta il pilastro della tavola natalizia svedese, che può essere mangiato sia freddo che caldo (nei julbord dove sono andata l’ho sempre visto freddo)
La sua preparazione avviene in due tempi, prima viene bollito e successivamente cotto al forno con una specie di glassatura, grazie a questo tipo di cottura rimane molto morbido.
Per sentirmi un po’ svedese anch’io l’ho preparato con una ricetta semplice e dal risultato infallibile.( la trovate alla fine)

A questo punto i piatti caldi si susseguono, e qui troneggiano le immancabili e inimitabili polpette, köttbullar,  costituite da un misto di manzo e maiale e accompagnate da una marmellata di mirtilli rossi e da fettine di cetriolo pressate e marinate a loro volta.( le universalmente note polpette di Ikea, ma molto molto piu buone!)
Le polpette verranno accompagnate dal Janssons Frestelse (la tentazione di Jansson), un gratin cremoso di patate, cipolle, panna e acciughe.
Seguiranno le prinskorv, salsicce del principe, cotte in padella da degustare accompagnate dalla mostarda natalizia.
Ma non è finita, ci sono  ancora i formaggi, i dolci, i mille tipi di pane svedese che accompagnati dal loro fantastico burro sarebbero già di per sé un ottimo pasto
Tra i dessert spicca quello di riso con crema, vaniglia e arancia, il riso maltese dette così perché cotto con delle scorze di agrumi, la leggenda dice che questo dessert abbia poteri magici, basterebbe mangiarne un pochino per trasformare le proprie idee o sogni, in realtà!
E per mandare giù tutto questo?
Ad aprire le danze l’immancabile glögg, la versione nordica del vin brûlé, arricchito da mandorle e uvetta, profumato e riscaldante… adottato ad occhi chiusi. 
Lo servono come se fosse un aperitivo accompagnato dai biscottini alla cannella spalmati con Roquefort
Del glögg esiste anche la versione alcol free per i bambini!
E tra un bicchiere e l’altro si brinda guardandosi bene negli occhi con un sonoro skål è una serie di canzoni
Helan går
Sjung hopp faderallan lallan lej
Helan går
Sjung hopp faderallan lej
Och den som inte helan tar*
Han heller inte halvan får
Helan går
(Dricker)
Sjung hopp faderallan lej
O la piu natalizia
hej tomtegubbar slå i glasen 
och låt oss lustiga vara
en liten tid vi leva här leva
med mycket möda och stort besvär
Qui la mia ricetta di prosciutto:

Per sentirmi un po’ svedese anch’io l’ho preparato con una ricetta semplice e dal risultato infallibile.
Un grosso prosciutto riposto in acqua fredda con carota, cipolla, anice stellato, bacche di ginepro. Portata l’acqua a bollore, lo si lascia cuocere per tre ore e raffreddare in acqua per tutta la notte.
Il giorno successivo si prepara la glassa, mescolando il succo di un arancio con 300 grammi di miele scuro, un po’ di cannella e peperoncino. Sulla parte di cotenna del prosciutto si pratica una specie di quadrettatura e all’intersezione di ogni linea si mette un chiodo di garofano e si spennella con la glassa. Il prosciutto va poi passato in forno per trenta minuti a 250 gradi.
God Jul!

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