Io penso positivo
Perché son vivo perché son vivo
Io penso positivo
Perché son vivo e finché son vivo
Niente e nessuno al mondo
Potrà fermarmi dal ragionare
Niente e nessuno al mondo
Potrà fermare, fermare, fermare, fermare
Quest’onda che va
Quest’onda che va
[…]
Io penso positivo
Ma non vuol dire che non ci vedo ….
Ieri sera cena di compleanno di un’amica recentemente installata a Stoccolma, recentemente e faticosamente, e questo pur essendo stata lei il motore di questa scelta… ma si sa a volte si vuole fortemente qualcosa e poi ci si ritrova a fare i conti con una realtà che corrisponde solo approssimativamente a quello che avevamo immaginato.
Cosa fare allora quando una volta in gioco facciamo fatica a giocare?
Rimanere positivi e vedere il bicchiere mezzo pieno è sicuramente l’arma vincente, e questo dovrebbe valere non solo per gli expat.
Pensa positivo è stato il mio semplice consiglio di ieri, cerca di vedere le cose dalla prospettiva migliore, sottolinea quello che c’è di bello e glissa su tutto quello che è negativo, persone comprese.
L’atteggiamento positivo e il circondarsi di persone positive sono due elementi fondamentali per affrontare i primi momenti di vita all’estero. Essere ottimisti ma frequentare persone che ogni due per tre criticano ciò che ci sta intorno, non aiuta a continuare a rimanerlo, anzi rischia di far scricchiolare le nostre certezze.
La negatività in espatrio è spesso diffusa, l’effetto palla di neve in certi gruppi di espatriati è estremamente dannoso: critico io, critichi tu, e alla fine ci si ritrova in una spirale di visione super negativa che non aiuta nessuno.
Da sempre, per proteggere me stessa, evito queste dinamiche e appena sento intorno a me persone pronte solo a mettere in evidenza quello che non va, scappo a gambe levate. Poteggo i miei equilibri, messi a dura prova da un nuovo spostamento, proprio cercando solo chi è capace di regalare pensieri positivi e costruttivi, e in cambio metto a disposizione il mio ben noto ottimismo,
Questo non vuol dire che uno non veda e non sappia, che non ci si renda conto di certe cose,che si accetti tutto senza giudizio alcuno, ma vuol dire accettare anche le cose che piacciono meno, quelle diverse da come ce le saremmo aspettate, ma che se accettate ci faranno più bene che male, e questo se ci circondassimo di persone più predisposte a vedere tutto nero non sarebbe possibile.
Positività e amicizie allegre e ottimiste sono le armi migliori per muovere i primi passi. Accettazione dei lati negativi cercando di rigirarli in aspetti nuovi e interessanti, è poi utile per proseguire con entusiasmo e adattarsi al meglio. Non è poi detto he quello che all’inizio non ci entusiasmava, di colpo non si trasformi in qualcosa di fondamentale nella nostra nuova esperienza di vita, è proprio con la differenza e l’accettazione di questa differenza che la vita all’estero assume I contorni di un’avventura straordinaria. E voi siete più postitivi e negativi nei vostri primi passi?

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