Elezioni europee viste da qui.

Questa mattina temperature leggermente più clementi, sono andata a correre, attività sportiva del week end, e rientrando verso casa ho incominciato a vedere qua e là i primi cartelloni per le elezioni europee di fine mese. Il26 maggio si vota e ammetto che ho un po’ paura. Paura per l’andazzo globale di questa Europa dove nazionalismi e separatismi sembrano ovunque essere una minaccia troppo reale per esser sottovalutata.
Era da anni che non ci trovavamo a votare per le europee come residenti in Europa, e come tali abbiamo la scelta  di votare per i candidati proposti dal nostro paese o per quelli del paese che ci ospita. Qui in Svezia avevamo tempo fino al 26 aprile per scegliere, abbiamo deciso di votare per l’Italia consci di come in questo momento al nostro paese servano voti intelligenti.
Sono certa che come ad ogni nuova elezione, anche questa volta la polemica intorno al voto degli italiani all’estero sarà serrata, molti sono coloro che pensano che il nostro voto,  che ad ogni nuova elezione è spesso in contrasto con la tendenza nazionale, non abbia ragione di esistere. Il voto è per me un diritto ed un dovere ed è giustissimo che io possa contribuire nelle decisioni legate al paese dal quale provengo, anche se certo in ormai quasi 22 anni di vita all’estero vorrei e avrei voluto poter anche dire la mia nel paese in cui vivo, ma questa è un’altra storia.
Il voto degli italiani all’estero è spesso un voto di testa, un voto ragionato e frutto dell’osservazione senza filtri emotivi di quello che avviene a casa nostra. Lontano dagli occhi non vuol dire lontano dal cuore e soprattutto permette una valutazione oggettiva ed obbiettiva di quello che succede, spesso filtrata attraverso l’osservazione del paese che ci accoglie e il suo modo di agire rispetto a certe problematiche.
Tante volte in questi 22 anni ho oscillato tra la vergogna di essere italiana ogni volta che balziamo sulla scena internazionale per i cialtroni che ci governano e l’immensa fierezza che provo di fronte alla bellezza, eleganza e ricchezza culturale del mio paese. Sentimenti che fanno a pugni e che cercano di scindersi senza avere la meglio l’uno sull’altro.
22 anni di altro alle spalle, il che vuol dire l’osservazione di come funziona o non funziona fuori dai confini italiani, toccando con mano, nella nostra vita quotidiana e nella gestione dei nostri soldi che finiscono in tasse di altri paesi, 22 anni di confronto tra quello che vivo quotidianamente e quello che del mio paese percepisco, 22 anni osservatrice lontana dei malanni del nostro stivale sgangherato, che passa di mano e di orientamento politico troppo spesso e troppo in fretta e che spesso è dominato solo da piccoli egoistici interessi invece che da un disegno di bene comune.
Noi voteremo per l’Italia alle elezioni europee perché in questo momento è la cosa giusta da fare e il nostro paese ha bisogno di noi, per cercare di uscire da questa caduta agli inferi nella quale quattro politici incompetenti la stanno trascinando. Spero il 27 maggio di poter dire che il mio voto è servito a qualcosa…

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