I fiori stanno sbocciando nuovamente a Stoccolma, con i loro ritmi scandinavi più lenti che altrove. Il loro sbocciare ci tuffa nella nostra seconda primavera svedese, che a sua volta ci porta a chiudere le porte del nostro secondo anno qui. Com’è possibile? due anni fa vivevamo gli ultimi mesi californiani tra la sete di fare tipica di chi sta per partire e le paure lecite del nuovo salto nel vuoto, a queste si mischiavano i sentimenti contrastanti per l’imminente volo fuori dal nido di Chiara e gli altrettanto leciti alti e bassi di Camilla pronta per questo viaggio di sola andata in territorio vichingo.
Adesso siamo qui ormai installati nella nostra nuova città, nella quale è stato facile sentirsi a casa. In fretta abbiamo ricostruito i nostri punti di riferimento e insieme ad essi una vita piacevole che scorre tra mille impegni, scambi, incontri. I due inverni che ci siamo ormai lasciati alle spalle non ci sono neanche pesati più di tanto, le due primavere ci hanno riportato quel calore lieve che ci mancava e la luce intensa di giornate ogni giorno più lunghe.
Abbiamo imparato a vivere in tre, con qualche puntata a 4 e 5, abbiamo apprezzato le visite degli amici lontani e il silenzio della nostra casa quando di colpo si torna ad essere un paio. Abbiamo capito che alla fin fine sole, caldo, neve, vento, stiamo bene ovunque perché ci portiamo dentro il sorriso giusto e la positività necessaria.
Viviamo come sempre senza rimpianti per quello che ci siamo lasciati alle spalle, che sia la California, che sia l’Italia, o che siano tutti i paesi che abbiamo chiamato casa per un periodo di tempo più o meno lungo. Cerchiamo di non voltarci mai indietro e se lo facciamo non è mai un voltarsi triste, ma fiero, fiero di ogni passaggio, di ogni incontro, di ogni tassello che ci ha portati ad essere dove siamo oggi e quelli che siamo oggi.
Sono sempre più convinta che nulla avvenga per caso, che Stoccolma non avrebbe mai fatto parte della nostra vita se prima non ci fosse stato Palo Alto e se prima ancora non avessimo preso le decisioni un po’ pazze che abbiamo preso. Tutto ha una sua logica e un suo perché.
Tra 7 settimane la scuola sarà finita, un nuovo anno scolastico finirà impacchettato nei ricordi e con lui la sensazione che un’epoca stia giungendo al termine, quella ritmata dalla scuola, dai suoi orari, dai suoi impegni. Tra tre settimane ci ritroveremo tutti e cinque a New York per festeggiare la laurea di Federica, e qui evito di soffermarmi perché solo l’idea che quella bambolina con i codini e la gonna a salopette rosa che incominciò la scuola materna a Vernon il primo settembre del 2000, il 21 maggio sarà con cappa e tocco in piedi a ricevere il diploma che si merita, sottolinea questo inevitabile scorrere del tempo. Tra un paio di mesi saremo in vacanza e per un po’ saremo insieme tutti e cinque in quell’atmosfera rilassata e rara che solo i momenti di pausa dalla routine di regalano. Tra un paio di mesi il sole sorgerà a Stoccolma alle tre del mattino e le giornate saranno talmente lunghe da privarci del sonno ma da ricaricarci di tutte quelle energie che l’inverno ci toglie.
Tra poco più di un mese il mio pronipotino compirà un anno, già un anno da quando in quel primo facetime ho visto il suo visino perfetto affacciarsi alla vita, qualche minuto dopo la sua nascita.
Tra qualche settimana sarà anche il momento di salutare nuovi amici e vederli partire per nuove avventure, la nostra vita è un continuo salutarsi, impacchettare e veder impacchettare vite, fa parte del gioco.
Mi fermerei volentieri un attimo a osservare i fiori di ciligio che colorano di rosa Kungsträdgården, attesi per settimane come segno che veramente la primavera è arrivata e pronti a sfiorire nel giro di pochi giorni. Mi fermerei volentieri a questa fine anno scolastico per godermela un po’ di più, sapendo che la prossima avrà un sapore molto diverso. Mi fermerei volentieri per godermi il tepore di questo primo sole che ci sembra molto più caldo e brillante perché tanto atteso. Mi fermerei volentieri su quella salopette rosa e quei codini di una bambina alla soglia dei suoi tre anni. Mi fermerei un po’ sulla serenità che ci circonda per paura che sia tutto uno scherzo. Mi fermerei sulle amicizie che so rimarranno tali anche se si allontanano ma che come sempre lasceranno un po’ di vuoto.
Mi fermerei ma non posso perché è bello così questo tempo che scorre, le scoperte che ogni minuto nuovo possono regalarci, loro che crescono, cambiano, maturano, si allontanano, le giornate che si accorceranno di nuovo per riportarci verso il freddo e la neve, le vacanze che arrivano come parentesi ad una routine che alla fine non ci dispiace affatto, le amicizie che rimarranno nonostante i chilometri e delle nuove che naturalmente si aprono a noi, i mesi che ci regalano colori diversi e che sanno stupirci sempre anno dopo anno con un dettaglio che ci era sfuggito.
Va bene così.


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