Eccomi rientrata a Stoccolma da queste vacanze pasquali, un misto di college tour e viaggio tra donne. I sentimenti quando lascio gli States dietro di me e atterro a casa sono sempre gli stessi, contrastanti e forti, fanno a pugni tra i miei due mondi e mi lasciano in sospeso, fino al prossimo atterraggio a New York.
Il viaggio all’inizio era pensato come un college tour per Camilla, dovevamo andare a toccare con mano le università nelle quali dovrà applicare il prossimo autunno, a questo si è aggiunta l’occasione del compleanno di una carissima amica che si è unita a me e alle ragazze per questa settimana americana, trasformando il tutto in un allegra scampagnata al femminile.


Come sempre scoprire posti e vivere momenti di complicità con le mie ragazze è una delle cose che adoro di più del viaggiare, aggiungere poi un’amica speciale è stata la ciliegina sulla torta di questi otto giorni filati alla velocità della luce.
Siamo atterrate tardi a JFK giovedì sera, siamo state accolte da due visini sorridenti nella nostra seconda casa, quella in cui quando posi le valigie senti che c’è qualcosa che fa parte di te. Venerdì mattina due passi nell’east village e brunch per il compleanno di Sonia alla Boqueria, https://boqueriarestaurant.com , ottimo indirizzo di tapas.
Nel pomeriggio ci siamo messe per strada direzione Philadelphia, la nostra prima tappa. Qui è incominciato quel misto di viaggio e visita delle università che da New York ci ha portate on the road fino a Washington per poi regalarci una deviazione a Princeton una volta rientrate in città.


Philadelphia ci ha accolte sotto una pioggia scrosciante per poi regalarci al risveglio un sole fantastico e un’aria calda che mi mancava e che ho accolto con entusiasmo.
Le prime ore sono state un po’ burrascose, la mia prenotazione airbnb si è rivelata catastrofica, la casa non era dove doveva essere, cioè nella zona dell’Università, ma bensì in una zona molto ma molto poco raccomandabile. Man mano che il gps ci guidava verso l’indirizzo indicato, ci guardavamo intorno con un buon misto di spaventato e spaesato, un quartiere dal look poco rassicurante e in assoluta rovina, con case cadenti e disastrate.
Non era il posto in cui passare la notte, due donne e tre ragazze, non era il posto in cui lasciare l’auto con la speranza di ritrovarla al mattino, insomma abbiamo fatto marcia indietro, trovato un comodo albergo e scritto incazzate ad airbnb ( vedremo se ci rimborsano)
Per la nostra serata una volta trovato un tetto per dormire, ottima cena da Pumpkins, https://www.pumpkinphilly.com, consigliato da una carissima amica di Federica. Ristorantino BYOB, bring your own bottle, con pochi tavoli e un menu di prodotti locali piccolo e allettante. Purtroppo non abbiamo trovato un posto in cui comperare una bottiglia e abbiamo bevuto acqua…
Al mattino brunch al Royal Boucherie, https://www.royalboucherie.com, tipico brunch all’americana in un ambiente piacevole, un po’ old style, al piano di sopra carinissima terrazzina dove mangiare baciati dal sole! Il locale è centralissimo e comodo per visitare a piedi i fondamentali della città e respirarne quell’aria densa di storia che ogni edifico emana.
Qui è stata fatta l’America e questo concentrato di storia americana lo si vive in pochi bellissimi spazi che si susseguono in modo ordinato.
Per il lato college tour prima tappa il campus di UPen ci ha conquistate, sarà anche che siamo capitate lì a poche ore da un grande concerto che avrebbe coinvolto tutti gli studenti e l’aria di festa era palpabile, bbq qua e là, partite di pallavolo, giovani sorridenti.
Lasciata Philadelphia alle spalle ci siamo fatte un piccolo tour nella Pennsylvania Dutch country alla ricerca degli Amish: non siamo rimaste a bocca asciutta, ne abbiamo incrociati tanti in calesse, altri ancora su strani e old style monopattini. Abbiamo visto un mondo di altri tempi che contrasta in modo netto con l’America che conosciamo noi, quella tecnologia e innovativa della Silicon Valley e quella sempre di corsa di New York. Un mondo a parte, intrigante, le domande sono molteplici, come si fa a vivere con il progresso palpabile tutto intorno e rimanere attaccati ad una realtà ottocentesca? Come si fa a rifiutare il progresso per credenze religiose?


Non ho risposte ovviamente…
Lasciata la Dutch Country ci siamo dirette verso Washington D.C. per il nostro secondo giro di college. Ottima la location del nostro albergo che consiglio vivamente ai limiti di Georgetown e a due passi da George Washington University, in termini di università e a 20 minuti a piedi dalla Casa Bianca.
Avenue suite Georgetown https://www.avenuesuitesgeorgetown.com
Suite di due stanze per cinque con anche una piccola cucina,molto pulito e con personale cordiale. È anche possibile fare colazione a prezzi decenti.




Anche a Washington abbiamo fatto i fondamentali, dalla casa Bianca al Capitol, attraversando tutto il National mall, il Penn quarter, Dupont circle e lo splendido quartiere delle ambasciate, la zona intorno al campus di Georgetown. 

La città è splendida, Georgetown ci ha conquistate, campus fantastico,presentazione da dar voglia di avere di nuovo 18 anni e trovarsi a scegliere per il proprio futuro, un misto di vibrazioni positive entusiasmante.




La città è splendida, Georgetown ci ha conquistate, campus fantastico,presentazione da dar voglia di avere di nuovo 18 anni e trovarsi a scegliere per il proprio futuro, un misto di vibrazioni positive entusiasmante.


Un ristorante che abbiamo provato e ci è particolarmente piaciuto, consigliato dalla guida Michelin, di cucina peruviana, veramente ottima, moderna, invitante: Nazca https://nazcamochica.com.


Unico neo nel nostro on the road è stato il mio sottovalutare le distanze, non so cosa avessi bevuto quando ho pianificato gli spostamenti, di sicuro non avevo preso in considerazione il traffico spaventoso in uscita da Manhattan ( ma anche in entrata).
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| cena newyorkese |
Comunque lunedì sera siamo rientrate felici a New York nel nostro ben amato East Village, veramente il punto di partenza prefetto per le nostre scorribande a Manhattan. Martedì pausa di visita di università e grandi giri newyorkesi e per concludere la giornata spettacolo a Broadway,

The book of Mormons, semplicemente fantastico. ( post serata da Joe’s pizza, di cui ho già parlato che rimane un valore sicuro per una cena tarda in un ambiente sicuramente molto giovane).

The book of Mormons, semplicemente fantastico. ( post serata da Joe’s pizza, di cui ho già parlato che rimane un valore sicuro per una cena tarda in un ambiente sicuramente molto giovane).
Mercoledì visita di Princeton, la cittadina ricorda molto quelle della nostra amata Silicon Valley, pulita, ordinata, un po’ morta…


L’università ha un campus fantastico ma non ci ha per nulla colpite, presentazione scarsa, o meglio priva di quella marcia in più rispetto alle tante che ho sentito, popolazione molto asiatica con genitori un po’ imponenti, l’unico studente che ha fatto domande è stata Camilla, per il resto solo genitori che parlavano al posto dei figli, mi da da pensare ad un tipo di popolazione giovanile di assistiti con genitori onnipresenti incapaci di tagliare il cordone.
Il resto della settimana è come sempre proseguito a goderci la città, la presenza reciproca, l’amicizia, a condividere momenti indelebili intorno al tavolo, a discutere del futuro, ad osservare loro che crescono e some sempre mi entusiasmano nel loro interagire a volte già adulto e altre ancora bambino.
Oggi all’atterraggio Stoccolma ci ha accolte in veste quasi estiva, i ciliegi sono finalmente sbocciati, le strade sono piene di turisti, i locali sono andati a godersi il week end di Pasqua nelle loro summer house, molti negozi sono chiusi e regalano alla città un’atmosfera rilassata.
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| Stoccolma |
Non sono neanche troppo triste per aver salutato per ennesima volta quelle mie due splendide ragazze, tra tre settimane e mezzo ritorno a New York , anzi ritorniamo tutti per la graduation di Federica. Sono qui che scrivo, ripenso a questi splendidi giorni, allo scoprire insieme, agli occhi che ridono, ai mojito tirati giù a stomaco semi vuoto, all’amicizia nata 10 anni fa e da allora sempre più bella e forte, alle mie ex bambine testarde e piene di vita, alla mia piccola che tra poco volerà da sola lasciando anche lei il nostro nido, ma ci saremo sempre per condividere momenti, vacanze itineranti, risate e amore.






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