Grandi donne

Ad un certo punto ho tirato fuori il telefono e ho preso appunti. Ho segnato frasi che non volevo dimenticare. Nero su bianco per rileggerle poi.
Ho ascoltato, riso, applaudito per due ore e ho osservato gli occhi di mia figlia brillare ad ogni sua parola.
Michelle Obama ci ha stregate l’altra sera all’Ericcson globe di Stoccolma. Ci ha stregate con la sua storia di persona normale, con il suo percorso di donna, con le sue considerazioni da madre, con la sua carica di energica spontaneità e di genuino entusiasmo, con la sua intelligenza che traspare da ogni frase, da ogni parola.
Mi era piaciuto il libro, ma mi è piaciuta ancora di più lei e il suo modo di comunicare, le energie positive che trasmette e la carica incredibile che è capace di dare non solo alle giovani donne in divenire, ma anche a quelle mature che hanno già il loro percorso alle spalle.
L’ascoltavo e pensavo a come donne così siano importanti per guidare quelle più giovani nelle loro scelte, nel loro processo di formazione, in quel cammino impervio che è il diventare grandi, un percorso ad ostacoli emotivo che diventa di sicuro più semplice se esempi così ci si parano davanti.
Credete in voi, andate oltre, sognate in grande, lanciatevi senza paracadute oltre gli ostacoli e le barriere, credete nelle vostre capacità. I suoi messaggi sono i miei, sono quelli che negli anni ho cercato di trasmettere alle mie ragazze, non ponetevi limiti, sgranocchiate la vita, uscite dalla vostra zona di confort anche a costo di sbattere il muso.
Le sue parole, il senso profondo di ogni sua riflessione, i suoi racconti di vita quotidiana l’hanno fatta sentire vicina ad ogni donna, esempio raggiungibile per ogni ragazza. Non un mito, un’eroina, una wonder woman senza macchia e senza paura, ma una di noi con le sue fragilità e i suoi equilibrismi, con l’occhio attento sui figli ma la sacrosanta capacità di pensare anche a se stessa: put yourself on your list. Questa è una delle frasi che mi sono piaciute, piccolo gesto d’amore verso la donna che siamo e verso chi ci sta intorno, occuparci di noi è un po’ di riflesso occuparci di chi ci sta intorno, un gesto d’amore globale.
Per due ore abbiamo ascoltato, riso, applaudito insieme ad altre 15000 persone che erano li con noi. Siamo uscite incamminandoci sotto qualche fiocco di neve, si spera gli ultimi di questa fredda primavera, eravamo un fiume di parole in piena, ne parleremo ancora giorno dopo giorno, gli spunti sono tanti!

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