Servizio clienti in Svezia: non pervenuto

Chi mi conosce sa che sono una persona molto positiva è raramente critico negativamente il Paese che mi accoglie, chi mi conosce meno ha sicuramente attraverso le pagine del blog tratto le stesse conclusioni, cerco sempre di guardare dal lato giusto, tirando fuori il meglio dal posto in cui vivo e rifiutando di soffermarmi su cosa non va. Che di questa città scandinava mi sia innamorata non ne ho mai fatto un mistero, sono felicissima qui e  non cambierei una virgola, ma  ovviamente ci sono delle cose, qui come ovunque che, diciamolo, mi fanno un po’ allibire…
Ne vogliamo parlare del customer service? Beh ecco se c’è una cosa che veramente non funziona qui è il customer service, terribile. Non che non siano gentili, non che non siano all’ascolto, non che ti trattino male, semplicemente fanno il loro lavoro, ti vendono un prodotto, un servizio e poi non c’è poi…

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Spiego: traslocando nel nuovo appartamento ci siamo regalati qualche elemento d’arredo nuovo, gran parte delle cose le abbiamo acquistate pochi giorni dopo la consegna delle chiavi, mentre erano in corso i lavori e noi ancora nel vecchio appartamento: era inizio agosto.
Subito ci siamo scontrati con tempi biblici di consegna, tra le sei e le otto settimane, e per chi come noi nella destinazione precedente viveva nel regno di amazon prime e delle auto nuove chiavi in mano all’uscite della concessionaria, lo stupore era grande, ma come si sa paese che vai, usanza che trovi e alla fine ci si adegua.
Abbiamo comperato consci dell’attesa e un po’ rassegnati, ma in ogni modo non avevamo molta scelta, quindi va bene così, ma non avevamo fatto i conti con i possibili ritardi, con le consegne alla cavolo e con il modello Ikea docet anche quando Ikea non è!
I ritardi: epici. Il tavolo e le sedie arriveranno la settimana 42, a questa email ne segue poi una seconda, siamo spiacenti di comunicavi che per un ritardo del produttore la consegna slitta alla settimana 46…( ormai conosco a memoria il numero di ogni settimana senza esitazioni!) 4 settimane extra da chiedersi cosa cavolo facciano… arrabbiarsi non serve a nulla ( poi vi spiego il perché)… ma quando arriva la terza email che dice che il tavolo c’è ma gli sgabelli che l’accompagnano arriveranno allegramente la settimana 49… ti fai delle domande oltre che farle a loro: del tipo ma chi produce tutto ciò i folletti di babbo Natale con ritmi di lavoro da far invidia, tipo un giorno alla settimana??
La consegna: per ora diciamo che siamo stati fortunati, abbiamo sempre avuto una consegna in casa, mi direte normale, e vi dico no: le opzioni di consegna sono varie, vanno dal marciapiede all’appartamento, con spacchettamento o no previsto… per chi non conosce il sistema difficile capirne le sfumature e quando si parla di consegna non si pensa minimamente che ti possano lasciare il divano di fronte al portone e andare via, invece succede.
Comunque noi per pura botta di fortuna ( o per il mio svedese fluente!!) abbiamo sempre ricevuto dentro casa, ma quando dico dentro può essere veramente solo dentro: tipo divano in 5 pezzi imballato mollato nel corridoio con tanti saluti e arrivederci. Alla mia richiesta di chi sballa e assembla mi hanno guardata strana… non mi hanno indicata con il dito ma nelle loro teste si saranno detti ”tu cara signora !”.
Fondamentalmente il metodo Ikea insegna che anche se compri il divano più caro del mondo siamo in Svezia e un po’ di fai da te ci vuole…. ed eccomi, cara signora che sono, a spaccarmi la schiena per assemblare il mio divano, non tanto per sedermici sopra, quanto per poter circolare nel corridoio e aprire la porta di casa.
Oggi quando mi hanno consegnato il tavolo di cui parlo un po’ più sopra, di un noto designer danese, e dal prezzo di tutto rispetto, i due signori che l’accompaganvano mi hanno detto sa che lo sballiamo solo? Ero quasi contenta che almeno si portassero via gli scatoloni, ma poi inginocchiata ad avvitare mi sono dette e che c…. son qui che avvito esattamente come avrei fatto spendendo 1/10 da Ikea… alla fine però ho guardato il tavolo e mi sono detta che così da Ikea non ce ne sono, quando poi tra tre settimane sarà accompagnato dagli sgabelli ( che spero arrivino montati) sarà ancora più bello… per adesso mangiamo in piedi!!
Servizio clienti: non pervenuto… ecco detto tutto… ma sapete perché? Perché gli svedesi non amano
le situazioni di conflitto, di scontro, di confronto, quindi non protestano, di conseguenza il servizio clienti fa come vuole senza pressione alcuna… pensate agli Stati Uniti dove ogni due per tre ti possono  denunciare per un bullone mal messo, o alla Francia dove visto come sono protestoni i francesi i servizi clienti ti fanno quasi pena. Invece qui non temono nulla, a parte le mie telefonate inferocite, che però non hn no effetto alcuno, tranne innervosire me.
Perché non hanno effetto? Perché uno svedese non prenderà mai l’iniziativa di fuoriuscire dallo schema pre costruito, in questo caso una consegna prevista spostata, più che seguire le cose da fare in questo caso, tipo chiedere spiegazioni del ritardo, non farà….perché non è nelle regole scritte utilizzate per questo genere di cose. Iniziativa molto poca, ma ve l’avevo già raccontato.
Vabbè dai ridiamoci sopra, viva la Svezia anche con i suoi disfunzionamenti!

2 risposte a “Servizio clienti in Svezia: non pervenuto”

  1. oh come mi ritrovo nella tua descrizione, anche qui in svizzera siamo messi come in svezia..per fortuna pero' il mio tavolo, danese come il tuo, me l'hanno montato loro. E' un monolite di legno e non sapevo da dove cominciare, idem la panca, ma era negozio tedesco ed abituati a clienti tedeschi che gli fanno le pulci ancora un po' ti portano il caffè..pero' coi tempi, eh li piu' sali a nord piu' ci mettono tempo. Il che è assurdo per noi abituati ai tempi biblici italiani. Ricordo ancora, quando lavoravo per siemens, le mie conversazioni coi tecnici tedeschi per la consegna negli ospedali dei macchinari..non arrivavano mai!! La produzione guarda caso era a Malmo, in svezia! Posticipavano sempre la consegna.Tanto che la siemens poi ha chiuso quella sede. Ero andata anche a visitare la produzione, divani e zone relax in tutti gli uffici. Lavorano eh, anche bene, ma coi loro tempi! I tedeschi poi facevano a gara a imparare lo svedese e chiedere il trasferimento alla siemens svezia, chissà perché 😉

  2. […] customer service svedese ne ho già parlato anni fa in questo articolo sul blog /https://icerrutiinindia.com/2018/11/16/servizio-clienti-in-svezia-non-pervenuto/. 4 anni dopo, purtroppo, le mie considerazioni restano le […]

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